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GLI ADOLESCENTI E I SOCIAL


Spesso seguo programmi in cui si parla del rapporto degli adolescenti con i social e dei rischi a loro legati.

Oltre l’essere “baggati” perché non si sa dove finiscono i nostri dati personali, anche degli aspetti psicologici. Ed è questo quello che in me ha suscitato più interesse.

Ripensavo a quando ero io adolescente, come passavo il mio tempo? Innanzitutto il tempo libero si trascorreva all’aria aperta. Ci si ritrovava con gli amici in piazza, le chiacchiere, gli scherzi e, perché no, anche i primi amori. Altre volte ci dirigevamo nei luoghi meno conosciuti del nostro paese, alla scoperta di chi sa cosa. Disegnare a terra con dei gessetti la “campana”, saltellare con la corda, giocare a palla avvelenata erano altri passatempi.

Quando il tempo era brutto e bisognava stare in casa noi ragazze ci chiudevamo nella nostra cameretta, stereo a tutto volume, specchio davanti e ricordo che emulavamo la protagonista di un film del tempo: Flashdance.

Oggi è impensabile fare capire alla nuova generazione la “genuinità” del nostro mondo di allora.

Con l’abuso di smartphone e di internet in generale, viene creata una realtà parallela con la perdita dell’interazione umana, il rischio di manipolazione ed omologazione. I princìpi, sono stati distorti, il fulcro della vita è diventato l’ostentazione della propria immagine.

Non ci si accorge della modifica degli atteggiamenti, dal provocare una vera e propria dipendenza all’assunzione di un comportamento compulsivo, alla disattenzione per la curiosità. La creatività si spegne nel perpetrare gli stessi gesti, usando solo due dita e una piccolissima parte del cervello.

La comunicazione oggi è velocissima, a discapito dell’importanza da dare alle parole, alle frasi e perché no, anche ai silenzi. Più che “passare” il tempo, che dovrebbe essere il frutto di un pensiero, si “ammazza” il tempo, che è un modo per riempire il vuoto e la noia. Noi genitori dovremmo far capire ai nostri figli che ogni cosa ha bisogno di equilibrio, che la vita non si riduce ad una piccola scatoletta metallica, ma che alzando gli occhi c’è un cielo meraviglioso, guardando a sinistra ci sono montagne bellissime, a destra campi di grano, di fronte l’immensità del mare.


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