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Il calcio deve cambiare! Ma senza la Super League


La Super League ha avuto vita breve, dopo non appena 24 ore dall'ufficializzazione di questo nuovo progetto, ad uno ad uno, la maggior parte dei 12 club che avevano aderito a questa nuova competizione, hanno deciso di ritirarsi, a seguito di contestazioni di tifosi e minacce dalle federazioni.

Niente Super Lega quindi, ma il mondo del pallone ha ugualmente bisogno di cambiamenti e modernizzazione, per poter continuare ad essere un prodotto che generi appeal e un numero importante di ascoltatori.


-Cosa non va attualmente nel calcio?

Ci sono molti fattori che possono identificarsi come un campanello d'allarme per la salute di questo sport.


Tra le problematiche più significative abbiamo le troppe partite poco interessanti, che non generano appeal, e che non intrattengono gli appassionati.


Un altro problema è l'eccessiva differenza di bilancio tra i grandi e piccoli club, tutto ciò consente di avere maggiori possibilità di vittoria sempre alla ristretta cerchia di squadre più blasonate, che vantano maggiori ricavi.

Questa situazione non permette a società piccole di poter sognare in grande e ambire a dei titoli.


L'esagerata frammentazione delle partite ha contribuito all'allontanamento di molti tifosi dal calcio, i diritti tv non permettono più di far giocare tutti i match allo stesso orario come avveniva un tempo.

In Italia più di ogni altra nazione, un fattore negativo sono gli stadi, obsoleti e poco accoglienti, strutture poco consone a favorire lo spettacolo e il confort dei tifosi.



-Un altro punto importante da analizzare è: Come occupano il tempo i giovani?

Rispetto a un decennio fa, molti bambini sono disinteressati al mondo del calcio, pochi ragazzi trascorrono il tempo libero dedicandosi a questo sport.

Il calcio è oggetto di interesse e ''passione'' solo per ciò che ruota intorno a quest'ultimo, come videogiochi, scommesse o fantacalcio.

Inoltre Twitch, You Tube e altri social attraggono i ragazzini molto di più di quanto lo faccia una finale di Champions League, le nuove generazioni preferiscono dedicare la loro attenzione agli streamer online, piuttosto che vedere una partita di calcio in tv.


-Cosa si può fare per dare nuova linfa al calcio, ed evitare che in un futuro non troppo lontano sprofondi?

Tra le proposte più accreditate c'è quella di ridurre il numero delle squadre partecipanti ai campionati, introducendo dei play off e play out per rendere le competizioni più imprevedibili e spettacolari.


La Coppa Italia ha da diversi anni un format ormai antiquato, con il tabellone che vede favorite sempre le stesse squadre, impedendo ai piccoli club di poter arrivare fino in fondo, il modello da prendere come esempio è quello dell'FA Cup, dove i club di categorie inferiori riescono a confrontarsi con squadre di prima fascia, e molto spesso riescono a fare l'impresa.


Rimodernare gli stadi, e tutto ciò che ruota intorno a queste strutture, per renderli più confortevoli e facilmente raggiungibili, sia con mezzi pubblici che privati, sarebbe un enorme passo in avanti per tutte le società, non solo dal punto di vista logistico ma anche economico.


Trattare le partite di calcio come dei veri e propri spettacoli, intrattenere il pubblico con show prima e dopo la partita, sfruttare gli e-sport per creare competizione e condivisione allo stesso tempo, trasformare lo stadio in una vera casa del tifoso, e non in un semplice luogo dove si trascorrono 90 minuti per vedere una partita.



I tempi cambiano, ed è giusto che anche il calcio si adegui a questi cambiamenti, rispettando però sempre la storia, la tradizione e la meritocrazia che caratterizza questo sport da moltissimi anni.


Piero Inferrera