MESSINA, A MILI È ANCORA SCONTRO SULL’IMPIANTO DI SMALTIMENTO RIFIUTI
- Emilio Bertucci
- 2 feb
- Tempo di lettura: 1 min

La battaglia sull’impianto per il trattamento della frazione umida a Mili-Moleti si arricchisce di un nuovo capitolo, questa volta tecnico e legale. Il Comitato cittadino Messina 3S, insieme ad altre associazioni del territorio, ha trasmesso un articolato documento di osservazioni alle autorità regionali e locali, chiedendo una rivalutazione immediata del progetto.
Al centro della contestazione ci sono i vincoli idraulici e paesaggistici. Secondo i tecnici dei comitati, l’impianto sorgerebbe in prossimità dei torrenti Moleti e Mili, in contrasto con il decreto legislativo 42 del 2004, che prevede una fascia di rispetto di 150 metri dagli argini dei corsi d’acqua vincolati.
Nel dossier si contesta anche la descrizione del torrente Moleti come una semplice “stradella”, una definizione ritenuta fuorviante rispetto alla reale pericolosità idraulica dell’area.
Un rischio che emergerebbe anche dal Piano per l’Assetto Idrogeologico e dagli studi ENEA, che individuano la zona come potenzialmente esposta a “colate rapide”, con possibili conseguenze sulla sicurezza pubblica. Ma il nodo più delicato riguarda la compatibilità con il nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, approvato nel marzo 2024. Il Piano introduce criteri escludenti: distanza minima di tre chilometri dai centri abitati, almeno mille metri da scuole e strutture sanitarie e forti limitazioni nelle aree con criticità geologiche e idriche.








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