MESSINA, CARO CARBURANTI SI RISCHIA IL BLOCCO NELLO STRETTO. MERCOLEDI’ L’APPUNTAMENTO AL MIT
- Federica Lizzio
- 20 apr
- Tempo di lettura: 2 min

Dopo un susseguirsi di giorni di protesta, l’ipotesi di bloccare il transito sullo Stretto di Messina, diventa col passare delle ore sempre più concreta. La Federazione Armatori è in attesa delle decisioni del Governo nazionale che riguarda il caro carburanti.
Se le cose e i prezzi non dovessero cambiare, la Fas-Federazione armatori siciliani presieduta da Alfio Fabio Micalizzi, proprio nella giornata del primo di maggio, festa nazionale del lavoro e dei lavoratori, incrocerà le braccia.
In Sicilia, il comparto della pesca infatti, continua a vivere una fase di forte tensione con i pescherecci che non sono tornati in mare. Una scelta che è dipesa dagli operatori che denunciano condizioni economiche ormai insostenibili.
Costi del carburante, riduzione dei margini, vincoli normativi e difficoltà di mercato stanno comprimendo la redditività delle imprese ittiche, con ripercussioni dirette sull’occupazione e sulla tenuta sociale delle marinerie.
La Federazione ribadisce la necessità di un intervento immediato: “Serve un tetto massimo tra 40 e 50 centesimi al litro. In un contesto economico straordinario come quello attuale, il carburante defiscalizzato per la pesca non può superare i 60-70 centesimi. Oggi paghiamo oltre 1,20 euro al litro, con punte fino a 1,40: è una condizione insostenibile che sta uccidendo le imprese. Non accetteremo più misure tampone o annunci".
La scorsa settimana la mobilitazione che affonda sempre le sue radici nella questione in oggetto ha riguardato gli autotrasportatori. I tir che quotidianamente garantiscono l’approvvigionamento di merci in Sicilia si sono fermati solo per 3 giorni sui 5 previsti.
La decisione dello stop è seguita dopo la convocazione fissata per il prossimo 22 aprile, di una delegazione di autotrasportatori siciliani che sarà ricevuta a Roma dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un confronto sollecitato con forza dagli operatori del settore, inizialmente esclusi dal tavolo ministeriale, ma poi riammessi dopo un’intensa attività di pressione che ha portato all’apertura del ministro Matteo Salvini.
Resta comunque lo stato di agitazione generale, in attesa degli esiti degli incontri. La tensione è comunque alta con uno stop generale che potrebbe paralizzare lavoratori e consumatori.








Commenti