MESSINA, CRESCE IL NUMERO DELLE PERSONE SCOMPARSE NEL 2025
- Hermes Carbone
- 2 mar
- Tempo di lettura: 2 min

Nei primi otto mesi del 2025 le denunce di scomparsa hanno già superato l’intero bilancio dell’anno precedente. Dal 1° gennaio al 31 agosto sono stati registrati 184 casi, a fronte dei 174 complessivi del 2024. Un incremento che, al di là delle cifre, restituisce l’immagine di un territorio dove le fragilità sociali emergono con sempre maggiore evidenza. A certificare l’andamento è la struttura del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, istituita presso la Presidenza del Consiglio.
Il dato più sensibile riguarda i minori. La fascia tra i 14 e i 17 anni concentra da sola la quasi totalità delle segnalazioni: 149 casi su 184. Una sproporzione che non può essere archiviata come semplice statistica, ma che chiama in causa dinamiche educative, contesti familiari complessi e, in molti casi, percorsi migratori segnati da discontinuità e precarietà.
Gli adulti tra i 18 e i 65 anni rappresentano una quota decisamente più contenuta, con 34 denunce, mentre resta marginale il dato relativo agli over 65, fermo a un solo caso nel periodo osservato. Una distribuzione che ricalca, senza grandi scostamenti, quella del 2024, confermando come il fenomeno sia strutturalmente concentrato nelle fasce più giovani.
Anche l’analisi per genere evidenzia uno squilibrio netto: la maggioranza delle persone scomparse è di sesso maschile. Su 184 segnalazioni, ben 167 riguardano uomini, contro 17 donne. Un divario che si amplifica ulteriormente osservando la nazionalità: 131 casi coinvolgono cittadini stranieri, mentre 53 riguardano italiani. Un elemento che suggerisce una correlazione con la presenza di strutture di accoglienza e con i percorsi, spesso instabili, dei minori non accompagnati.
La geografia del fenomeno all’interno della provincia offre ulteriori chiavi di lettura. Il capoluogo, Messina, concentra il numero più alto di denunce: 89, di cui 58 riferite a stranieri. Ma a sorprendere sono soprattutto i dati di centri di piccole dimensioni. A Francavilla di Sicilia, poco più di 3mila abitanti, si contano 31 segnalazioni e appena 8 ritrovamenti. Ancora più critico il quadro di Fondachelli-Fantina, dove a fronte di 24 denunce non risulta alcun ritrovamento nel periodo considerato. Giardini Naxos segue con 16 casi.
Numeri che, letti senza contesto, potrebbero apparire anomali. Ma che trovano una possibile spiegazione nella presenza, in queste aree, di centri di accoglienza per minori stranieri o per migranti. Strutture dalle quali, non di rado, si verificano allontanamenti volontari, difficili da monitorare e ancora più complessi da ricondurre a un esito certo.
Di segno opposto, invece, i dati di comuni più popolosi della provincia. A Barcellona Pozzo di Gotto, circa 40mila residenti, le denunce si fermano a due. A Milazzo, con una popolazione di oltre 30mila abitanti, i casi registrati sono tre. Un andamento che contribuisce a circoscrivere il fenomeno in aree specifiche, rafforzando l’ipotesi di una connessione diretta con determinati contesti sociali e strutturali.
Ma è lo sguardo regionale a restituire la dimensione più ampia del problema. In Italia, le denunce di scomparsa sono state 16.285. Di queste, oltre un quinto proviene dalla Sicilia, che con 3.796 segnalazioni si colloca al primo posto a livello nazionale, davanti a Lombardia e Campania.
All’interno dell’isola, spiccano i dati di Agrigento, che con 1.233 denunce guida la classifica nazionale, e di Trapani, seconda con 1.179. Seguono Catania (440), Palermo (387), Siracusa (126), Enna (95), Caltanissetta (83) e Ragusa (69), che registra il valore più contenuto.








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