MESSINA, DEPOSITO SCAVI RFI RADDOPPIO FERROVIARIO: ANCORA POLEMICHE
- Emilio Bertucci
- 5 feb
- Tempo di lettura: 2 min

Preoccupazione, incertezza e un clima di crescente tensione continuano a caratterizzare i quartieri della zona sud di Messina interessati dai lavori per il raddoppio ferroviario tra Giampilieri e Fiumefreddo.
A riportare l’attenzione sulla vicenda è ancora una volta l’associazione “Isamupubbirazzu”, che si fa portavoce delle istanze dei residenti e chiede risposte chiare su quanto sta accadendo attorno ai cantieri.
Secondo quanto denunciato dall’associazione, nonostante le rassicurazioni fornite nei mesi scorsi, i camion carichi di terra continuano a transitare lungo la Statale 114 e all’interno del quartiere Contesse, percorrendo via Adolfo Celi, via Contesse e via Calispera.
Un traffico pesante che, spiegano, sta causando ulteriori disagi alla viabilità e un progressivo deterioramento delle strade già messe a dura prova dai mezzi di cantiere.
Durante una riunione istituzionale svoltasi nel novembre scorso, alla presenza di consiglieri comunali, rappresentanti di quartiere, del direttore generale del Comune e del sindaco, era stato annunciato che gennaio 2026 avrebbe rappresentato l’ultima data per la presenza dei TIR e dei materiali di scavo nella zona.
A febbraio, però, la situazione descritta dai residenti appare immutata: strade danneggiate, ordinanze ancora affisse e lavori di ripristino annunciati ma non completati.
Al centro delle preoccupazioni resta però la presunta presenza di arsenico all’interno della montagna interessata dagli scavi per il raddoppio ferroviario.
Un’ipotesi che alimenta timori sul piano ambientale e sanitario, soprattutto considerando la quantità di materiale estratto e movimentato quotidianamente dal cantiere.
Rete Ferroviaria Italiana ha smentito la presenza di arsenico nei materiali di scavo, ma al momento non ha reso pubblici documenti, analisi o relazioni tecniche in grado di confermare ufficialmente questa posizione.
Una mancanza di trasparenza che, secondo “Isamupubbirazzu”, contribuisce ad aumentare l’allarme e la sfiducia tra i cittadini.
Nel frattempo, i lavori per il raddoppio ferroviario restano fermi e non si conoscono i tempi di una possibile ripresa. Un’incognita che pesa non solo sul cronoprogramma dell’opera, ma anche sulla quotidianità dei residenti, che chiedono informazioni certe, il rispetto degli impegni presi e un confronto costante con le istituzioni.








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