MESSINA, FEMMINICIDIO ZINNANTI: SPUNTANO NUOVI INDIZI, BONFIGLIO LUNEDI’ SERA SAREBBE ENTRATO DALLA FINESTRA
- Grazia Di Mauro
- 38 minuti fa
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Spuntano nuovi indizi sia dalle telecamere che dall’interrogatorio di Santino Bonfiglio tenutosi venerdì mattina presso il carcere di Gazzi, davanti alla gip Alessia Smedile che ha convalidato il fermo dell’uomo, emettendo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Nuovi scenari confermati anche dai fotogrammi catturati dalle telecamere di videosorveglianza condominiali. Nelle immagini, l’orologio dei dispositivi segna le 22.25 di lunedì 9 marzo.
Santino Bonfiglio esce dal portone dello stabile in cui al pian terreno è sito l’appartamento di Daniela Zinnanti. Nella mano destra nasconde qualcosa, probabilmente si tratta del coltello sporco di sangue, con cui ha colpito ripetutamente la povera vittima. Poi, il 67enne cammina con tranquillità verso l’uscita. Dopo si sarebbe liberato del coltello gettandolo in un cassonetto della raccolta differenziata del condominio. Lo stesso in cui 24 ore dopo l’accaduto gli agenti della squadra mobile di Messina intervenuti lo hanno ritrovato ancora intriso di sangue.
Durante il racconto, Bonfiglio ha ulteriormente spiegato agli investigatori che si è recato in casa della donna solo per un chiarimento, senza l’intenzione di ucciderla. Lunedì sera ha raggiunto l’abitazione di Daniela a piedi, ma non ha suonato alla porta dell’ex. Per introdursi dentro l’appartamento si sarebbe servito di una finestra, forzata utilizzando un tondino di ferro. Lo stesso con cui avrebbe colpito Daniela, prima di accoltellarla.
Nonostante, l’ingresso forzato Daniela non avrebbe opposto resistenza o lanciato l’allarme e, sempre secondo il racconto di Bonfilio, sarebbe scattata una lite con spinte reciproche. L’uomo racconta poi di aver estratto il coltello da cucina che aveva già in tasca e di aver colpito Zinnanti in prossimità del letto con diverse coltellate.
Pensando che l’ex compagna fosse ancora viva poiché “muoveva ancora la bocca” è uscito di casa per fare rientro nel quartiere di Camaro.
Dal primissimo racconto fatto davanti gli inquirenti, Bonfiglio avrebbe detto che il delitto sarebbe maturato poiché Daniela gli aveva raccontato di un tradimento.
Il 67enne era ai domiciliari per i maltrattamenti dei mesi scorsi che la donna aveva denunciato ma non aveva il braccialetto elettronico perché non disponibile.
Il suo passato e la sua fedina penale però, restituiscono la figura di un uomo violento, con minacce e pesanti aggressioni nei confronti delle ex compagne. Episodi che già in passato avevano portato Bonfiglio davanti ai giudici. Come l’episodio avvenuto il 5 settembre 2008 nella frazione San Martino di Spadafora, nel quale Bonfiglio aggredì la convivente al termine di una lite.
Dalle indagini emerse che tentò anche di strangolarla e poi la colpì al petto con una lama. La donna fu trasportata all’Ospedale Fogliani di Milazzo dove la prognosi fu di 40 giorni.
La furia del 67enne venne sedata prima che si trasformasse in tragedia da un vigile urbano di Spadafora, vicino di casa della coppia. Le forze dell’ordine riuscirono ad acchiapparlo grazie ad un escamotage messo in atto dall’ex moglie milazzese, a cui l’uomo aveva chiesto sotto minaccia di vedere la figlia. Una volta catturato, Bonfiglio venne arrestato con l’accusa di tentato omicidio.
In primo grado la condanna fu di dieci anni di reclusione. Ma in appello i giudici cambiarono la qualificazione giuridica dei fatti: non più tentato omicidio, ma lesioni personali. Una decisione che ridusse drasticamente la pena a tre anni, nonostante quello non fosse l’unico episodio di violenza.
Intanto, oggi è il giorno dell’autopsia che è stata conferita ad Alessio Asmundo. L’esame servirà ulteriormente a chiarire l’ora e il giorno del decesso, le coltellate inferte e tanti altri elementi al vaglio degli inquirenti della Squadra Mobile di Messina.
In vista dell'autopsia gli avvocati di Bonfiglio, Oleg Traclo' e Antonio Giacobello hanno nominato la dottoressa Daniela Sapienza consulente di parte. I legali della famiglia Zinnanti, Filippo Brianni, Giorgio Italiano e Gianfranco Briguglio, si affideranno al medico legale Nino Bondì.








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