MESSINA, PRIMO CONFRONTO PUBBLICO TRA I CANDIDATI SUL FUTURO DEGLI IMPIANTI SPORTIVI
- Grazia Di Mauro
- 2 ore fa
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A Messina il confronto elettorale entra nel vivo e lo fa partendo da uno dei nodi irrisolti della città e dell’amministrazione Basile: il capitolo riguardante l’impiantistica sportiva cittadina.
Nella cornice della chiesa di Santa Maria Alemanna si è svolto il primo faccia a faccia tra i candidati alla guida di Palazzo Zanca, promosso dalla cooperativa Calcio Messina e presentato dai giornalisti Tiziana Caruso e Pietro Di Paola. Al tavolo del dibattito sul futuro dello sport a Messina si sono presentati Federico Basile, Marcello Scurria, Antonella Russo, Lillo Valvieri e Nico Scandurra, intervenuto in sostituzione di Gaetano Sciacca. Un confronto che, al di là delle posizioni politiche, ha messo in evidenza ritardi strutturali e visioni divergenti su gestione e investimenti. Il punto di partenza è stato inevitabilmente lo stato delle infrastrutture: dalla copertura mai realizzata dello stadio Franco Scoglio ai ritardi accumulati dall’amministrazione Basile nella riqualificazione del “Giovanni Celeste”.
Spazio poi all’area Cappuccini, all’impianto dell’ex Gil, allo stato nel quale versano i palazzetti cittadini, ai ritardi accumulati dal pattinodromo del villaggio CEP, il principali impianto destinatario di Fondi PNRR: oltre 4 milioni di euro.
Senza dimenticare il tema centrale delle concessioni e dei modelli gestionali, nell’ottica di una sostenibilità pluriennale. Questioni che intrecciano sport, finanza pubblica e capacità amministrativa. Basile ha difeso l’operato dell’amministrazione uscente, rivendicando il superamento del dissesto e l’approvazione del piano di riequilibrio come condizioni necessarie per tornare a investire. In questa prospettiva, ha aperto alla possibilità di un mutuo per intervenire sul Franco Scoglio, inclusa la copertura.
Ma è sulla destinazione degli impianti che ha segnato una linea netta: con l’Acr in Serie D, il “Celeste” viene indicato come soluzione più sostenibile e coerente, anche in chiave di valorizzazione di una struttura storica. Una lettura che non convince Antonella Russo. La candidata del centrosinistra ha attaccato frontalmente i ritardi accumulati, in particolare sul “Celeste”, evidenziando il rischio di perdere risorse legate al PNRR e denunciando una distanza tra amministrazione e tessuto sportivo cittadino.
Sul tema concessioni, Russo ha posto una condizione: sì a modelli solidi e trasparenti, no a formule frammentate legate al singolo evento, che generano un aumento dei costi per chi richiede l’utilizzo degli impianti.
Inevitabilmente, la gestione dello stadio Franco Scoglio ha fin qui rappresentato un tallone d’Achille per tutte le amministrazioni che si sono succedute in città nel corso degli ultimi vent’anni.
Proprio su questo ha spinto Marcello Scurria, candidato del centrodestra, che ha trasformato il tema degli impianti in un giudizio complessivo sugli ultimi otto anni di amministrazione. Per Scurria, il tempo delle giustificazioni è finito: il Franco Scoglio, ha ribadito, resta il punto di riferimento del calcio cittadino e deve continuare a esserlo, senza soluzioni alternative legate alla categoria.








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