MESSINA, SCONTRO TOTALE TRA SINDACATI E ATM: PRONTO LO SCIOPERO GENERALE
- Grazia Di Mauro
- 14 apr
- Tempo di lettura: 2 min

Continuano a soffiare venti di scirocco in casa ATM. A nulla sembrerebbe essere valso il tentativo di mediazione tenuto nelle scorse settimane presso la segreteria politica di Cateno De Luca. I sindacati a sostegno dei dipendenti dell’Azienda del trasporto pubblico urbano hanno deciso di avviare le procedure di raffreddamento. Un iter questo che potrebbe sfociare nella proclamazione di uno sciopero indetto da Cgil, Uil, Faisa Cisal e Orsa.
Secondo le sigle le motivazioni riguarderebbero la gestione del personale e la rotazione di questo per le ferie e gli opportuni turni di riposo, le questioni legate alla sicurezza e alla conduzione aziendale fino alle accuse di disparità di trattamento.
Adesso però ad uscire di scena è la Fit Cisl che ha deciso di non aderire a questa seconda fase di raffreddamento. Il risultato è stata una spaccatura che sta creando ulteriori tenzioni non solo tra i rappresentanti dei dipendenti e l’ATM ma anche all’interno delle stesse sigle.
A lanciare dardi è lo stesso segretario provinciale Letterio D’Amico che afferma come “la sigla che rappresento è stata l’unica capace a far mettere nero su bianco impegni precisi nei confronti dei lavoratori”.
E poi, punta il dito contro chi non vuole sospendere le azionidi protesta poiché, sempre secondo D’amico, sospendere i lavori per verificare il rispetto di accordi scritti è un atto di responsabilità verso i dipendenti”.
Infine, parla anche di mercanteggio tra alcune sigle sindacali e De Luca avvenuto attraverso incontri e riunioni, che farebbe venire meno quella fiducia che invece si dovrebbe nutrire nei confronti di chi lotta per far rispettare i diritti dei dipendenti.
A difendere le proprie ragioni tramite una nota sono state la Filt Cgil, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Orsa che hanno definito la Fit Cisl come “una sigla sindacale minoritaria”.
Una forte e chiara critica evidenziata dal sindacato come “Un’assenza grave compromessa oltremodo dalla sospensione delle azioni di protesta avvenute tramite un verbale privo di contenuti reali”. Da qui la decisione di andare avanti anche durante il periodo elettorale e comunque fino a che non sarà messa fine a ogni tentativo di interferenza esterna nella gestione aziendale. In questo quadro lo sciopero generale inizia a prendere sempre più forma.








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