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MESSINA, STUDENTI IRANIANI ANCORA IN PIAZZA IN PROTESTA


Anche a Messina gli studenti iraniani sono nuovamente scesi in piazza per chiedere all’Italia una presa di posizione sulla negata libertà dell’Iran. Nella città dello stretto le manifestazioni sono iniziate lo scorso 13 gennaio, quando si è appreso della morte di Yassin Mirzaei, ex studente dell’università di Messina, trucidato durante le proteste contro il regime degli Ayatollah.


La pioggia non ha fermato la protesta degli studenti e delle studentesse iraniani scesi in piazza ieri nel centro di Messina per chiedere libertà, diritti e dignità per il proprio Paese. Un corteo partecipato, con oltre cento persone, che ha attraversato le principali vie cittadine partendo da piazza Antonello e proseguendo lungo Corso Cavour, via Tommaso Cannizzaro, via Cesare Battisti e via Garibaldi.


Cartelli, fotografie e slogan hanno accompagnato la manifestazione, rendendo visibile una mobilitazione nata dalla paura e dall’urgenza, ma sostenuta da una determinazione che non si è fermata nemmeno sotto la pioggia. “Libertà per l’Iran” il grido più volte ripetuto dai manifestanti, molti dei quali vivono e studiano in città.


Durante il corteo è stato letto un comunicato in cui si è denunciato l’inasprimento della repressione nel Paese, con una popolazione civile disarmata che continua a manifestare nonostante una violenza giudicata senza precedenti. Gli studenti hanno ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione internazionale su quanto sta accadendo in Iran.


Da qui anche l’appello alle istituzioni e alla cittadinanza affinché la comunità iraniana residente a Messina possa ricevere sostegno e solidarietà. Al centro della protesta, il richiamo all’autodeterminazione dei popoli come diritto fondamentale, da difendere oltre ogni schieramento politico, guardando alla realtà storica e attuale.


Nella città dello Stretto le manifestazioni sono iniziate lo scorso 13 gennaio, quando nel capoluogo peloritano è giunta la notizia della tragica morte di Yassin Mirzaei, ex studente dell’Università di Messina.


Il ragazzo è stato assassinato durante le proteste contro il regime degli ayatollah. Yassin aveva frequentato l’Ateneo, iscritto in Scienze Geofisiche per il rischio sismico, vivendo la città dello Stretto e i suoi colleghi per quasi 3 anni. Nel 2024 era tornato nella sua provincia d’origine, il Kermanshah, dove purtroppo lo scorso 9 gennaio ha trovato la morte, mentre lottava per la libertà.

 
 
 

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