MILAZZO, GUARDIA DI FINANZA: FALSI BONUS EDILIZI OLTRE 810 MILA EURO SEQUESTRATI
- Grazia Di Mauro
- 2 giorni fa
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Agevolazioni fiscali per ristrutturare ed efficientare immobili che però erano inesistenti o non appartenevano ai richiedenti. Erogazioni pubbliche che finivano in conti che facevano capo a una società operante nel settore dell’assistenza per anziani e disabili amministrata da due persone, con uno dei principali responsabili che nel mentre percepiva indebitamente il reddito di cittadinanza.
Le indagini che hanno scoperchiato il calderone fatto da illecite percezioni di bonus edilizi e portato al sequestro di oltre 810mila euro da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina, sono state condotte dalla Compagnia di Milazzo guidata dal capitano Roberto Catalano. Le somme, i beni mobili, gli immobili e i credit fittizi facevano tutti capo a 2 persone fisiche della provincia tirrenica e di una società cooperativa da questi amministrata.
Ai 2 indagati sono stati contestati i reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche e di autoriciclaggio. L’indagine è partita da sospette movimentazioni di denaro che si traducevano in giroconti bancari, disposti dagli stessi indagati verso conti correnti intestati a alla loro società.
A loro volta le somme provenivano da un istituto bancario che aveva monetizzato i crediti delle agevolazioni fiscali, ottenuti tramite la piattaforma denominata “cessione crediti” dell’Agenzia delle Entrate.
Peccato che le dichiarazioni fatte dai 2 soggetti all’Agenzia delle Entrate erano fittizie. I lavori per l’efficientamento, la messa a norma e il rinnovo degli immobili non erano mai stati effettuati. Nessun mandato di lavori a nessuna ditta edile e nessuna fattura a riprova degli interventi.
Ma non solo, uno degli indagati ha comunicato dati catastali completamente inesistenti, mentre l’altro non è mai stato proprietario dell’immobile indicato né conduttore a qualsiasi titolo, né aveva inoltrato alcuna comunicazione di inizio lavori agli Uffici Comunali competenti.
Gli ulteriori approfondimenti hanno fatto emergere inoltre, come nel periodo di monetizzazione dei crediti inesistenti, uno dei due indagati percepiva la provvidenza cd. Reddito di Cittadinanza.








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