MILAZZO, IL COMUNE INTERVIENE SUL PROGETTO PARCO TRAIMARI
- Grazia Di Mauro
- 14 feb
- Tempo di lettura: 2 min

Non è ancora arrivato in Aula, data la variante da apportare al Piano Regolatore Generale, ma di già ha acceso il dibattito politico. Stiamo parlando del Parco “Tra i Mari” grande area urbana dotata di tanti servizi commerciali e aree dedicate al relax e al tempo libero, che sorgerà sulle ceneri dell’ex stazione ferroviaria di Milazzo.
Otto giorni fa il sindaco Pippo Midili si diceva fiducioso sulla possibilità di reperire i finanziamenti. Oggi, deve fare i conti e rispondere alle critiche e domande di Giuseppe Falliti del movimento Controcorrente, anche lui in corsa alle prossime amministrative, per la carica da primo cittadino.
La polemica è nata da un errore contenuto nella Relazione di Invarianza Idrologica e Idraulica, dove compare il riferimento a un Comune diverso rispetto a Milazzo. Gli uffici tecnici chiariscono che si tratta di un mero refuso materiale dovuto a un errore di trascrizione. Da Palazzo dell’Aquila hanno sottolineato anche, che tutti i dati tecnici, territoriali e cartografici dei 39 elaborati risultano correttamente riferiti all’intervento previsto a Milazzo. In soldoni, l’errore sarebbe solo grafico e non avrebbe inciso, in alcun modo, sui contenuti progettuali né sull’iter autorizzativo.
Durante la diretta social, Fallliti ha anche definito l’immensa struttura che si estenderà su una superficie di 25mila metri quadri “un centro commerciale portata avanti da logiche di profitto edilizio, camuffate da sostenibilità ambientale”.
Nel seguente comunicato stampa, poi, ha contestato anche la natura del progetto. Secondo gli oppositori, dietro la promessa di un nuovo polmone verde si celerebbe un’operazione immobiliare.
Il piano prevede, infatti un parcheggio interrato da 460 posti auto per oltre 14mila metri quadrati e un centro servizi con attività commerciali e di ristorazione. Per i contestatori si tratterebbe di un polo commerciale mascherato, destinato a penalizzare il commercio di prossimità del centro cittadino.
Viene inoltre definito “falso” il problema della destinazione industriale dell’area, dove le attività sarebbero cessate da oltre 60 anni. Ed ecco, che spunta la proposta di una valida alternativa: un vero parco pubblico senza nuove superfici commerciali. Dal movimento fanno sapere anche che le risorse disponibili potrebbero essere destinate al recupero degli edifici dell’ex Montecatini, vincolati come bene etno-antropologico. L’idea è trasformare l’area in polo culturale, universitario e di ricerca, con valenza regionale.
Intanto, il progetto viaggia a vele spiegato dato il parere favorevole del Genio Civile per la compatibilità geomorfologica.
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicesindaco Santi Romagnolo, parlando di “fake news” e ricostruzioni strumentali. Sottolineando che la struttura prevede anche il recupero della vecchia stazione ferroviaria come Polo culturale e numerosi interventi che saranno finanziati con fondi extra-bilancio, nel rispetto di tutti i criteri ambientali europei.








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