MILAZZO, RISATE E APPLAUSI PER “L’ULTIMO SPETTACOLO” DI ROBERTO LIPARI
- Emilio Bertucci
- 3 ore fa
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Il colpo d'occhio al Teatro Trifiletti di Milazzo, sabato scorso, era di quelli che si riservano

solo ai grandi eventi. Poltrone piene, risate pronte e un'attesa palpabile per Roberto Lipari, che ha portato in scena un titolo che suona quasi come una minaccia per i suoi fan: "L'ultimo spettacolo".
Ma perché smettere proprio ora? Il comico palermitano lo spiega al suo pubblico con una teoria lucida quanto spietata. In Italia, dice, la carriera di un artista attraversa tre fasi esatte: all'inizio sei la "Giovane promessa", poi arriva inevitabilmente il momento del "Basta! Ancora questo?!", e infine, se sopravvivi fino al viale del tramonto, diventi il "Venerabile Maestro".
Ecco, Lipari ha semplicemente deciso di staccare la spina un attimo prima di entrare in quella temibile seconda fase. Vuole che l'ultima volta sul palco sia indimenticabile, esattamente come la prima.
E di indimenticabile, sul palco di Milazzo, c'è stato molto. Per celebrare i suoi primi dieci anni di carriera, Lipari ha aperto il cassetto dei ricordi, portando in scena il meglio del suo repertorio cucito all'interno di un viaggio introspettivo.
L'ironia diventa la lente per leggere le nevrosi di oggi: dal nostro rapporto quasi comico con la tecnologia e l'intelligenza artificiale, fino a quella comicità del tutto involontaria in cui inciampiamo ogni giorno nella società. Si ride, e tanto, dei suoi inizi. Irresistibile il racconto del primissimo "palcoscenico" della sua vita: in piedi su una sedia per far ridere mamma e papà. E poi i traguardi veri, quelli in cui tremano le gambe, come il battesimo artistico allo storico Zelig di Milano. Ma il momento in cui la maschera del comico lascia spazio all'uomo è quando Lipari parla della sua bambina, da poco venuta al mondo. Uno sguardo tenerissimo, proiettato nel futuro, per immaginare insieme al pubblico come sarà il mondo tra trent'anni.
Gli applausi a scena aperta che hanno chiuso la serata hanno ribadito una certezza: il comico palermitano autentico mattatore.








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