MONTAGNAREALE, ATTESE NOVITA' PER GLI ESAMI FORENSI
- Hermes Carbone
- 27 feb
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Sono attese novità già nel corso dei prossimi giorni se non anche nelle prossime ore sul caso di Montagnareale. L’inchiesta condotta dagli inquirenti sul triplice omicidio consumatosi durante una battuta di caccia la mattina dello scorso 28 gennaio sarebbe giunta a un primo, vero punto di svolta.
Una conferma che giunge, indirettamente, dai legali del 50enne al momento ancora indagato per omicidio. La posizione dell'uomo, originario di Montagnareale, sarebbe però destinata a mutare.
Soprattutto alla luce del silenzio mostrato dall'indagato anche nel corso del secondo interrogatorio eseguito da parte dei magistrati. Fase di indagini durante la quale l'uomo si è avvalso, per la seconda volta, della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti della Procura di Patti coordinati dal procuratore capo Angelo Cavallo e dalla sostituta Roberta Ampolo.
Una linea già adottata all’indomani della strage, quando l’uomo era stato ascoltato inizialmente come persona informata sui fatti e aveva lasciato trapelare alcune ammissioni a proposito della sua presenza sul luogo della strage.
Stavolta, assistito dai suoi legali Calderone e Barbera dello studio di Barcellona, ha optato per una strategia difensiva più rigida: nessuna dichiarazione, nessuna ricostruzione. Lo stesso silenzio dietro il quale, al momento, hanno preferito trincerarsi i suoi legali "per evitare una strumentalizzazione mediatica del caso", hanno spiegato ai microfoni di Telespazio.
Il fascicolo è ormai nelle mani della scienza forense. Che, sottolineano ancora gli avvocati dell'indagato, è "al lavoro alacremente". Per questa ragione, sono attese novità proprio nelle prossime ore per le risultanze degli accertamenti tecnici, a partire dalle perizie balistiche sui fucili sequestrati — quello dell’indagato e quelli appartenenti alle tre vittime — chiamate a ricostruire traiettorie, distanze e sequenza degli spari.
Per gli esiti degli esami balistici condotti dal RIS di Messina potrebbero invece trascorrere ancora 30 - 60 giorni per ottenere le risultanze definitive.
Sotto esame della scienza forense anche gli indumenti e gli stivali indossati quel mattino, così come l’esito dello stub, il test che rileva eventuali tracce di polvere da sparo su pelle e vestiti. Un elemento chiave per stabilire chi abbia effettivamente premuto il grilletto e in quali momenti.
Compresi questi passaggi, anche alla luce del silenzio da parte dell'indagato, sarà possibile ipotizzare la ricostruzione della dinamica dei fatti.
Non meno rilevanti saranno gli esiti che giungeranno dalle immagini registrate da una microcamera installata sull’arma di una delle vittime: un documento potenzialmente decisivo per fissare gli ultimi istanti prima della tragedia.








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