MUORE SULLA A20 ALL’ALTEZZA DI BARCELLONA, CONDANNATI DIRIGENTI CAS
- Grazia Di Mauro
- 16 ore fa
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Il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto con 2 condanne a 1 anno e 6 mesi di reclusione e il pagamento delle spese legali a carico di 2 dipendenti del Consorzio Autostrade Siciliane, mette la parola fine alla vicenda giudiziaria che riguarda l’incidente mortale autonomo, verificatosi il 16 giugno 2021. Nel tragico sinistro perse la vita Santi Castorina. Il 36enne viaggiava a bordo della sua Land Rover a cui era attaccato un rimorchio e precipitò nel terreno sottostante, volando dal viadotto Saija Archi lungo la A20 Palermo–Messina.
A infliggere la pena con riconoscimento delle attenuanti generiche e speciali e sospensione condizionale della detenzione nei confronti di Luciano Bastino e Dario Costantino è stata la giudice Noemi Genovese. Prevista una provvisionale di diecimila euro per le parti civili. I 2 dipendenti CAS dovranno, non solo rispondere delle spese processuali, ma anche risarcire i danni alle parti civili, che saranno quantificati in separata sede.
Secondo l’accusa, Bastino e Costantino avrebbero agito con negligenza e inosservanza delle norme sulla sicurezza stradale, rendendosi responsabili di omicidio colposo aggravato.
In particolare, Bastino funzionario direttivo responsabile dell’assistenza al traffico e della sicurezza nel tratto dell’A20 tra la barriera Nord e Buonfornello, oltre che dirigente dei servizi di manutenzione e opere a verde tra Tremestieri e Barcellona Pozzo di Gotto, è accusato di aver omesso controlli e attività di vigilanza sul tratto autostradale dove si è verificato l’incidente.
Per l’accusa, tali omissioni avrebbero compromesso le condizioni di sicurezza della strada.
Costantino, dirigente dell’area tecnica e di esercizio, era invece responsabile del controllo delle strutture e della manutenzione dei fabbricati. Il Tribunale lo ha ritenuto colpevole di negligenza, imprudenza e imperizia, oltre che di violazioni delle norme sulla sicurezza della circolazione stradale.
Secondo la sentenza, le omissioni contestate avrebbero determinato l’incidente mortale che gli imputati avrebbero dovuto prevenire in base ai loro incarichi.
Assolto da ogni responsabilità con la formula più ampia, “perché il fatto non sussiste”, invece, è Giulio Mungiovino.








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