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OMAGGIO A BATTIATO

Sin da ragazzina ho amato le canzoni e la musica di questo grandissimo artista.

Chi non si è mai trovato a canticchiare le sue canzoni?

Quelli della mia generazione sicuramente siamo quelli che più abbiamo amato ed apprezzato il suo genere musicale, senza chiedersi quale fosse né a catalogarlo in una sola parola, era semplicemente il genere di Battiato.

Anche lui, come molti di noi ha amato visceralmente la Sicilia, tanto da continuare a viverci.

La sua terra era nel suo essere. Piace ricordarlo con dei testi poco conosciuti ai più, ma talmente carichi di contenuto e musicalità che vale veramente la pena di ascoltarli e diffonderli, soprattutto oggi, per rendere ancora più grande il suo smisurato talento.

Vi invito ad ascoltare “Risveglio di primavera”, “Frammenti”, “Il cammino interminabile”, tanto per citarne alcune.

Voglio parlarvi di un testo inframezzato da tre lingue: italiano, siciliano, inglese: “Caliti Junku” (Abbassati giunco).

Il giunco è una pianta spontanea dal fusto eretto che nasce nelle paludi, nei corsi d’acqua o nelle fiumare, nonostante la fragilità, sotto la forza prorompente della piena, si curva, resiste e poi ritorna ad innalzarsi a sfidare il vento.

Nell’interpretazione isolana è l’attesa della sventura senza mai rassegnazione del popolo siciliano, aspettando il momento opportuno per sollevare la testa raggirando le astuzie del potere

Questo testo è meraviglioso, la musica bellissima, e la canzone si conclude così: Lo vedi il drammatico aumento di violenza? Il mondo fuori è insano, è pieno di mali.

Senza perdere tempo, rifugiamoci nella nostra Essenza.


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