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PACE DEL MELA, FISSATA LA DATA PER IL GIUDIZIO DELL’OMICIDIO PIRRI


Il presidente della sezione penale, Eugenio Fiorentino, ha fissato per il prossimo 14 aprile l’udienza preliminare in camera di consiglio, nei confronti di Sebastiano Pirri, padre di Angelo, ritrovato morto nel giugno scorso e ucciso con un colpo di pistola a Pace del Mela.


La richiesta di rinvio a giudizio era stata avanzata dalla Procura della Repubblica la scorsa settimana. Sul banco degli imputati Sebastiano Pirri, 63 anni, pensionato per invalidità, detenuto dallo scorso 9 luglio.


I magistrati gli contestano nei suoi riguardi il reato di omicidio volontario aggravato, oltre alla detenzione illegale e al porto abusivo di arma da fuoco e munizioni. La vicenda affonda le sue radici nella notte tra il 3 e il 4 giugno 2025, quando secondo la ricostruzione degli inquirenti l’uomo avrebbe ucciso il figlio Angelo Pirri, 41 anni, con un colpo di pistola calibro 7,65 esploso alla testa.


Il proiettile – stando agli accertamenti tecnici – avrebbe colpito la vittima nella regione parietale posteriore destra, provocandone la morte. Il corpo dell’uomo fu scoperto soltanto tre giorni più tardi, la mattina del 6 giugno. Il cadavere giaceva in una cunetta ai margini della carreggiata, in un’area compresa tra l’autostrada A20 Messina-Palermo e una strada interpoderale di contrada San Gaspano, nel territorio di Pace del Mela. Secondo la Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, guidata dal procuratore Giuseppe Verzera, l’omicidio sarebbe stato compiuto con premeditazione e ai danni di un discendente, circostanze che aggravano il quadro accusatorio.


Sul luogo del delitto furono infatti recuperati un bossolo e l’ogiva compatibili con un’arma calibro 7,65. L’arma utilizzata non è però mai stata ritrovata. L’impianto investigativo è stato costruito attraverso una lunga attività di riscontri. Le indagini, coordinate dalle sostitute procuratrici Veronica De Toni e Dora Esposito, si sono basate su immagini di videosorveglianza, testimonianze raccolte dagli investigatori, intercettazioni ambientali e analisi dei tabulati telefonici.

Tra gli elementi considerati più rilevanti dagli inquirenti vi sono anche le registrazioni provenienti da una telecamera installata nei pressi del centro commerciale “Mondo Legno”. Le immagini – analizzate nel corso delle indagini – avrebbero registrato alle 21.59 del 3 giugno un rumore ritenuto compatibile con l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco. Un dettaglio che avrebbe permesso agli investigatori di collocare con maggiore precisione l’orario in cui si sarebbe consumato il delitto.

 
 
 

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