PROCLAMATO SCIOPERO ALLA CENTRALE A2A, SINDACATI DENUNCIANO SILENZIO ISTITUZIONI
- Hermes Carbone
- 23 apr
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Si alza il livello dello scontro attorno al destino della centrale elettrica A2A. I lavoratori, riuniti in assemblea nelle scorse ore, hanno deciso di passare dalle parole ai fatti: proclamata una giornata di sciopero che coinvolgerà l’intero indotto dell’impianto.
Una scelta maturata al termine di un confronto acceso, promosso dalle sigle sindacali della Cgil – Fiom, Filcams e Fillea – che parlano apertamente di rischio concreto di desertificazione industriale per l’intero comprensorio tirrenico. Sul tavolo, una vertenza che non riguarda soltanto la chiusura di un sito produttivo, ma un modello di sviluppo che – secondo i sindacati – appare privo di una visione strategica.
Da tempo le organizzazioni dei lavoratori chiedono un confronto con le istituzioni regionali e nazionali su investimenti, riconversione industriale e politiche energetiche, sollecitando anche il coinvolgimento di Terna nella pianificazione futura. Richieste che, denunciano i rappresentanti sindacali, sono rimaste senza risposta. Un silenzio che pesa, mentre cresce l’incertezza tra i lavoratori.
In gioco ci sono centinaia di posti di lavoro, tra diretti e indotto. Famiglie intere che guardano con preoccupazione a una possibile chiusura senza alternative occupazionali, in un territorio già segnato da fragilità economiche e da una progressiva perdita di presidi industriali.
La mobilitazione, fissata per martedì 12 maggio, rappresenta il primo passo di una vertenza che si preannuncia lunga e complessa. L’obiettivo dichiarato è chiaro: riaprire il confronto istituzionale e ottenere garanzie concrete sul futuro produttivo dell’area.








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