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Quello dei poliziotti penitenziari suicidi un dramma che va avanti da tempo



A Milazzo un recentissimo tragico epilogo sulla vita di un’assistente capo della Polizia Penitenziaria di 55 anni, fa riflettere sui dati allarmanti riportati in un comunicato stampa del sindacato Seppe che rende noto che dal 1997, vicende di tal genere non possono essere ritenute singolari ma diffuse, perché, (sino al 19 marzo 2022) erano 167 i casi di Agenti di Polizia Penitenziaria suicidi in Italia.

Purtroppo non si può negare che i numeri dei suicidi nelle file del Corpo di Polizia Penitenziaria sono allarmanti e che, i dati non lo negano, scarse o pressochè inesistenti devono essere state le iniziative poste in essere dal Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per fornire precise ed urgenti disposizioni alle singole Direzioni degli istituti e servizi penitenziari, che pure avrebbero potuto adottare iniziative autonome, per prevenire e fronteggiare queste situazioni di disagio.

Il SAPPE ricerca soluzioni concrete per il contrasto del disagio lavorativo del Personale di Polizia Penitenziaria, come anche hanno evidenziato autorevoli esperti del settore, ottimale sarebbe strutturare un’apposita direzione medica della Polizia Penitenziaria, composta da medici e da psicologi impegnati a tutelare e promuovere la salute di tutti i dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria.

Considerata l’urgenza e la delicatezza della materia, lo stesso riterrebbe opportuno definire accordi con Centri specializzati della Asl, ai quali le colleghe ed i colleghi che vivono un particolare momento di stress possono rivolgersi in forma anonima e con ogni garanzia di privacy.

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