SANITÀ IN SICILIA, OLTRE 1 MILIONE RINUNCIA A CURE PER COSTI E LISTE D’ATTESA
- Federica Lizzio
- 24 minuti fa
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La situazione della sanità in Sicilia è critica. Secondo i dati forniti dal 21° Rapporto Sanità di C.R.E.A., il Centro per la ricerca economica applicata in sanità, oltre un milione di siciliani ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria nel 2025 a causa di costi eccessivi o lunghe liste d'attesa.
Questo non è l’unico caso, ma si colloca in un contesto nazionale di disuguaglianze nell'accesso alle cure. Il 70,9% delle famiglie italiane ricorre infatti al privato per ottenere cure sanitarie, con una cifra spesa ogni anno che ammonta a oltre 1300 euro a famiglia.
Numeri che fanno esplodere la spesa privata in Italia, che raggiunge così quota 45,8 miliardi di euro nel 2023, con 40,6 miliardi a carico dei cittadini. Questo fenomeno erode il principio di universalità del Servizio Sanitario Nazionale e accentua le disuguaglianze nell'accesso alle cure. La spesa sanitaria privata rappresenta oltre il 3% dei finanziamenti personali nella regione. Su questo aspetto è stata condotta l’indagine di Facile.it, che ha preso in considerazione anche il fenomeno delle “liste d’attesa chiuse”. Per fronteggiare questa criticità circa l'85% degli intervistati ha dichiarato di aver fatto ricorso alla sanità privata almeno una volta, sostenendo una spesa media di circa 212 euro per ciascun servizio.
Inoltre, in 43.000 casi, le famiglie hanno dovuto ricorrere a prestiti da finanziarie o da conoscenti per poter accedere alle cure necessarie. I prestiti richiesti per spese sanitarie hanno rappresentato oltre il 3% dei finanziamenti personali nella regione, con importi medi di 5.377 euro e rate medie di 119 euro da restituire in 51 mesi. L'età media dei richiedenti è stata di 49 anni, leggermente superiore alla media regionale generale di 45 anni. Il 31% delle richieste è stato presentato da donne, una quota superiore alla media regionale totale del 22,6%. A rimetterci sono le famiglie con i redditi più bassi. Emerge, infatti, che la crescita del numero di famiglie che spendono privatamente per le cure sanitarie, va in parallelo con quello della spesa l’incidenza dei consumi sanitari sui bilanci delle famiglie si è raddoppiata. La quota di spesa privata sostenuta dal 60% delle famiglie meno abbienti è cresciuta dal 27,6% al 37,6%.
Non va meglio nella provincia di Messina, dove sono necessari fino a 262 giorni per una colonscopia "urgente". I dati 2025 sono stati diffusi da Il Sole24Ore e mostrano come il Policlinico e l’Asp accumulino ritardi record.
Tra le prestazioni per le quali è necessario attendere tempi biblici: ecocolordoppler, colonscopie e visite specialistiche, per le quali si superano spesso i sei mesi. Mentre la libera professione riduce drasticamente i tempi, con un peso economico non indifferente sulle tasche dei siciliani. Più in generale, dal quadro emerge il divario tra Nord e Sud e l’emergenza sanitaria che i cittadini messinesi sono costretti a vivere.








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