Autore: Aprent Roland
Un tempo la granita più diffusa era appunto la “Scursunera” o “Scorzonera”.
Il nome deriva da una pianta erbacea mediterranea dai fiori gialli e dal sapore amarognolo ma gradevole, “la barba di becco” (tragopogon pratensis).
Il consumo di questa granita in Sicilia è stato introdotto a seguito della dominazione araba a partire dall’VIII secolo, a base di cannella e fiori di scorzonera.
Una curiosità, la pianta era usata anche come rimedio contro i morsi dei serpenti, ovvero gli “scursuni” (Biscia o serpente nero tipico della Sicilia detto Scursuni che si muove tra le sterpaglie secche).
Nell’ottocento l’essenza della scursunera veniva utilizzata da sola per granite o gelati, poi venne unita ad altri aromi come l’essenza di gelsomino (importato anche questo dagli arabi) fino a venire del tutto eliminata.
Oggi con questo nome si intende la granita di gelsomino e cannella, evocando in realtà un’essenza non più utilizzata.
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