UNIME, PM CHIEDONO MISURA RESTRITTIVA PER CUZZOCREA
- Michele Bruno
- 15 ore fa
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Nell’udienza di Giovedi’ 8 Gennaio, si scopre che i PM avevano già chiesto misure cautelari per l’ex rettore a Novembre. Contrari i legali di Cuzzocrea. Sarebbero inammissibili le nuove richieste della procura. Il rettore voleva lasciare ogni incarico, dicono i difensori.
La discussione davanti al Tribunale del Riesame sul cosiddetto “caso Cuzzocrea” si è conclusa dopo circa un’ora, con la presentazione di nuove carte sia da parte dell’accusa che della difesa e con diversi elementi emersi solo a seguito della discovery degli atti.
Davanti al collegio presieduto dalla giudice Maria Vermiglio, affiancata dai giudici Lia Silipigni e Antonino Aliberti, la Procura di Messina, rappresentata dalle pm Liliana Todaro e Roberta La Speme, ha insistito per l’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti dell’ex rettore Salvatore Cuzzocrea, già indagato nell’inchiesta sui rimborsi e per il quale il gip aveva in precedenza negato la misura cautelare.
Secondo la Procura, permangono le esigenze cautelari legate al pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione dei reati di peculato e falso. In particolare, è emerso che il 28 novembre 2025 i pm avevano avanzato una seconda richiesta di arresti domiciliari al gip Eugenio Fiorentino, dopo nuove indagini della Guardia di Finanza che avrebbero attestato incarichi ancora in corso e proroghe operative fino al 2026. Una richiesta rigettata nuovamente il 9 dicembre, dopo un primo diniego già intervenuto nei mesi precedenti.
La Procura ha evidenziato l’esistenza di sei incarichi ancora attivi al momento del sequestro di beni per circa due milioni e mezzo di euro, compreso un nuovo contratto con una ditta farmaceutica firmato il 18 novembre 2025, pochi giorni prima dell’esecuzione dei provvedimenti.
Di segno opposto la posizione della difesa. Gli avvocati Giorgio Perroni ed Elena Florio hanno depositato una memoria difensiva sostenendo l’inammissibilità della nuova richiesta cautelare per violazione del principio del ne bis in idem e ribadendo che le esigenze cautelari erano già state escluse dal gip con un’ordinanza del 21 novembre 2025.
Tra gli elementi nuovi, definiti dalla difesa “dirimenti”, la volontà di Cuzzocrea di interrompere ogni legame con l’Università di Messina. Nella memoria si dà conto della richiesta di trasferimento verso altri atenei o della domanda di congedo annuale per il 2026, con l’obiettivo di dedicarsi ad attività di studio e ricerca fuori da Messina.








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