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UNIVERSITA’, IL TAR RIAMMETTE STUDENTE DI MEDICINA AL SEMESTRE FILTRO



Un’esclusione fondata su presenze risultate incomplete nei registri digitali e una prova svolta, secondo la difesa, senza pieno rispetto delle tutele previste per gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento.


Sono questi i presupposti del contenzioso esaminato dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia - sezione di Catania, che ha autorizzato in via provvisoria la frequenza delle lezioni di Medicina a uno studente dell’Università degli Studi di Messina, in attesa della valutazione collegiale prevista per l’11 marzo.


Il decreto monocratico firmato dal presidente Pancrazio Maria Savasta individua un rischio concreto di danno irreparabile nel caso in cui lo studente fosse costretto a interrompere il percorso formativo prima della decisione cautelare. Da qui la scelta di consentire la presenza alle attività didattiche, senza anticipare giudizi sulla fondatezza delle doglianze proposte.


La vicenda nasce dal mancato riconoscimento di una parte delle presenze alle lezioni del primo periodo didattico, elemento che ha determinato l’esclusione dalle prove del “semestre filtro”.


Secondo la tesi difensiva, le attività formative sarebbero state seguite con continuità, ma il sistema di tracciamento non avrebbe correttamente contabilizzato tutti gli accessi in aula. Un disallineamento tecnico che, se confermato, metterebbe in discussione la legittimità del provvedimento di esclusione.


Dopo una prima fase cautelare che ha consentito allo studente di sostenere il test di valutazione, l’esito negativo della prova è stato a sua volta impugnato. Nel ricorso si evidenziano presunte carenze nell’applicazione delle misure compensative per la dislessia certificata: strumenti previsti dalla normativa che, secondo la difesa, non sarebbero stati pienamente assicurati durante lo svolgimento della prova, incidendo sulla parità delle condizioni di esame.


Tra le contestazioni figurano anche rilievi sulle modalità di vigilanza in aula. Viene segnalata una gestione ritenuta non sufficientemente rigorosa dei controlli anti-uso di dispositivi elettronici, con verifiche effettuate in modo non omogeneo. Profili che il collegio dovrà valutare nella prossima camera di consiglio, insieme alla tenuta complessiva delle procedure selettive adottate.

 
 
 

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