"fRANCHITTO" PRENOTA UN POSTO ALLA PRIMA
blog teleespazio messina 611
Cerca

Addio a Carla Fracci: una vita sulle punte


Si è spenta oggi Carla Fracci, étoile della danza italiana e mondiale: aveva 84 anni ed era malata da tempo.

“Una figura storica e leggendaria, che ha lasciato un segno fortissimo”, così la ricorda il teatro alla Scala di Milano. La camera ardente sarà allestita nel foyer del teatro milanese, domani dalle 12 alle 18, con ultimo ingresso alle 17:30.

"Faremo una camera ardente alla Scala, una cosa che è stata fatta pochissime volte" ha annunciato il sovrintendente Dominique Meyer. Cosa rara "ma trattandosi di Carla Fracci..." ha aggiunto che " è stata la ballerina più importante del teatro dell'ultimo secolo ma anche una stella importantissima nella danza internazionale". "Dobbiamo inchinarci davanti alla carriera di Carla Fracci - ha osservato - che è nata qui facendo la scuola di ballo". Il funerale si svolgerà sabato alle 14:45 nella basilica di San Marco.

La regina della danza italiana, nata nel 1936 a Milano, proprio nel capoluogo lombardo costruì la parte centrale della sua carriera: studiando nella scuola del Piermarini, di cui poi divenne étoile. E al teatro rimase sempre legata: il 28 e 29 gennaio tenne una masterclass coi protagonisti di ‘Giselle’, andata in streaming sui profili della Scala.

Cominciò a danzare a 10 anni alla scuola della Scala, l'inizio fu "per caso, su suggerimento di una coppia di amici dei genitori, che avevano un parente orchestrale alla Scala di Milano. All'inizio non capivo il senso degli esercizi ripetuti, del sacrificio, dell'impegno totale mentale e fisico sino al dito mignolo" come raccontava, riferendosi al giorno in cui, affascinata dalla danza di Margot Fonteyn, aveva visto in una pausa il coreografo avvicinarsi e correggerle la posizione appunto del dito mignolo.

Una fama sempre crescente, una grande popolarità. Non è un caso che a lei dedicò una poesia Eugenio Montale, 'La danzatrice stanca', e ancora la fermavano per strada non più per un autografo, ma per un selfie, cui non si sottraeva, sempre presente e piena di vitalità e spirito.