ASP, IL TRIBUNALE DEL LAVORO CONDANNA A PAGAMENTO BUONI PASTO PER I DIPENDENTI
- Hermes Carbone
- 21 apr
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A Messina, l’Asp finisce ancora una volta sotto la lente del Tribunale del Lavoro di Barcellona Pozzo di Gotto. I giudici hanno infatti riconosciuto agli infermieri sotto contratto con l’Azienda sanitaria provinciale il diritto ai buoni pasto per i turni superiori alle sei ore.
Il provvedimento, firmato dal giudice Claudia Giovanna Bisignano, arriva al termine di un contenzioso promosso dal sindacato Nursind e riguarda un caso emblematico: un infermiere che, per anni, si è visto negare un diritto previsto dal contratto. L’Azienda sanitaria dovrà adesso risarcire il lavoratore con oltre mille buoni pasto non erogati dal 2016, per un valore complessivo che sfiora i 7 mila euro.
Non si tratta di un episodio isolato, ma di una prassi contestata. Al centro della vicenda c’è la gestione delle pause durante i turni lunghi, spesso superiori alle sei ore, in un contesto – quello sanitario – già segnato da carenze di organico e carichi di lavoro crescenti.
Secondo il giudice, il diritto al pasto scatta automaticamente al superamento di quella soglia temporale. E in assenza di una mensa aziendale funzionante o accessibile, l’obbligo si traduce nell’erogazione del buono pasto.
Un principio contrattuale che, nella ricostruzione dei legali del lavoratore, Salvatore Lincoln e Francesca Ferro, sarebbe stato disatteso in modo sistematico. Da qui la condanna, che non riguarda soltanto il singolo caso ma apre scenari più ampi.
Il Nursind parla di “sentenza pilota” e rilancia: quello dei buoni pasto è solo uno dei nodi irrisolti per gli infermieri messinesi, spesso costretti a turni prolungati per garantire la tenuta dei servizi. Una realtà che, alla prova delle aule di giustizia, comincia a emergere con maggiore chiarezza.








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