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BARCELLONA, CATENO DE LUCA E LE PRESUNTE MINACCE. L’UOMO ACCUSATO SMENTISCE TUTTO



Un fine settimana tra Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto parecchio movimentato per il leader di Sud Chiama Nord Cateno De Luca che ha fatto spola tra le due cittadine per inaugurare i comitati elettorali, sabato quello di Laura Castelli nella Città del Capo, domenica quello di Melangela Scolaro nella Città del Longano.


Due giornate in cui le candidate insieme a De Luca hanno girato tra i quartieri a caccia di idee, dialogo coi cittadini e le associazioni del territorio. A Milazzo il claim della campagna elettorale è stato “Gli stranieri liberi da condizionamenti”. Una giornata trascorsa fino alle 16:30 in giro per i quartieri e le vie della città, dopo il taglio del nastro al civico 40 in via Domenico Piraino.


Domenica a Barcellona Pozzo di Gotto alla presenza della candidata Scolaro la musica sembra essere cambiata. Secondo le parole dell’onorevole, De Luca e 2 membri dello staff sarebbero stati avvicinati e minacciati più volte da un suv nero con a bordo 4 persone. A far balzare la vicenda agli onori della cronaca è stata la presidente del Movimento politico, Laura Castelli etichettando la questione e i responsabili con parole dure. Nei giorni scorsi, intimidazioni erano giunte pure al candidato a sindaco di Giardini Naxos Salvo Puccio, anche lui esponente di Sud Chiama Nord.

 

Già ieri pomeriggio è stata sporta regolare denuncia alle autorità competenti oltre a raccontare via social l’accaduto. Con il passare delle ore, invece, la questione sembra aver assunto dei contorni meno allarmanti.


La principale persona coinvolta sarebbe infatti il fratello di una candidata proprio della stessa area politica di Sud Chiama Nord. A quanto pare, in un primo momento la stessa si sarebbe discostata dalla questione, non avendo riconosciuto nei post l’auto del fratello. A chiarire la posizione dell’uomo è stato il legale designato dallo stesso, l’avvocato Giuseppe Imbesi del foro di Barcellona Pozzo di Gotto che ha inoltrato a mezzo stampa un comunicato anche alla nostra testata.


Nella missiva scrive di aver “ricevuto formale incarico dal suo Assistito, dopo che lo stesso ha riconosciuto in un video il proprio mezzo e dopo aver ascoltato i messaggi e i commenti circolati sull’accaduto, descritto come intimidatorio e mafioso”.


“Sin d’ora, il mio Assistito respinge con fermezza ogni addebito, precisando che, per come dallo stesso riferitomi, quanto avvenuto sarebbe consistito unicamente nell’aver rallentato la marcia del proprio veicolo non solo in città, ma anche in prossimità degli svincoli autostradale– si legge nella nota che continua precisando che-  in tutte e 2 le  circostanze, il ragazzo ha rallentato la marcia e azionato il clacson esclusivamente a titolo di saluto, di incitamento e di partecipazione, e non certo con finalità minacciose o intimidatorie”.


Lo stesso avrebbe inoltre cercato di chiarire ieri sera stessa, la situazione. Dopo aver visto il video circolato online e compreso che i fatti potevano essere stati interpretati diversamente, avrebbe contattato l’avvocato Giuseppe Sottile – che, per quanto a sua conoscenza, farebbe parte dello staff vicino al candidato sindaco Scolaro e allo stesso De Luca – per rappresentare la propria preoccupazione per l’equivoco, non ricevendo alcuna risposta.


Stamattina, insieme al legale si sono recati presso la locale Compagnia dei Carabinieri per rendere spontanee dichiarazioni sui fatti.


“L’auspicio- ha concluso l’avvocato Imbesi contattato al telefono dalla nostra redazione- è che l’intera vicenda venga ricondotta entro il suo reale perimetro e si possa concludere con un caffè e una stretta di mano, poiché il mio assistito è una persona semplice che ha agito senza alcun fine minatorio, intimidatorio o, peggio ancora, mafioso”.


Per chiarire quanto accaduto stamattina è stata organizzata una conferenza stampa presso l’aula pre-consiliare del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, alla presenza del leader del movimento, Cateno De Luca, la presidente Laura Castelli e Melangela Scolaro, consigliere comunale di Sud chiama Nord al Comune di Barcellona Pozzo di Gotto.


Dall’incontro non sono trapelate novità o smentite. Tutti gli intervenuti hanno fatto fronte comune su quella che ancora oggi è etichettato come un fatto grave che proseguirà nelle sedi opportune. “Perche- hanno affermato all’unisono i protagonisti della conferenza- non è possibili far passare una frase, ripetuta più volte quale “Tonnatinni a casa chi è megghiu” come un mera goliardata”.

 
 
 

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