BARCELLONA, DE LUCA LUNEDI’ SARA’ ASCOLTATO IN PROCURA SULLE PRESUNTE MINACCE
- Hermes Carbone
- 18 mar
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Un esposto formalizzato in Commissariato, un’indagine avviata nell’arco di poche ore e, al momento, nessun indagato né ipotesi di reato definita. È questo lo stato dell’arte della vicenda che vede protagonista il deputato regionale Cateno De Luca, al centro di un procedimento appena aperto dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto. La sequenza dei fatti parte da lunedì scorso, quando De Luca ha presentato una querela contro ignoti presso il Commissariato di Pubblica sicurezza della città. Un atto che ha immediatamente attivato l’ufficio del procuratore capo Giuseppe Verzera, il quale, al termine degli adempimenti preliminari, ha disposto l’avvio di un’inchiesta per accertare quanto denunciato dal parlamentare.
Il primo passaggio investigativo individuato dalla Procura è l’audizione dello stesso De Luca, in qualità di persona informata sui fatti e, al contempo, parte offesa. Un momento chiave per definire il perimetro dell’indagine, inizialmente programmato per la giornata di ieri ma poi rinviato. A determinare lo slittamento è stato un imprevisto esterno: l’incidente stradale verificatosi sull’autostrada A20, che ha paralizzato la circolazione veicolare rendendo impossibile lo svolgimento dell’audizione. Da qui la decisione del procuratore Verzera di differire l’appuntamento a lunedì mattina, negli uffici giudiziari barcellonesi.In questa fase iniziale, l’indagine resta in una dimensione esplorativa. Non risultano iscrizioni nel registro degli indagati e non è stata ancora formulata alcuna ipotesi di reato. Un quadro, dunque, ancora in costruzione, affidato al coordinamento diretto della Procura con il supporto delle forze di polizia. Nel frattempo, emerge un elemento che potrebbe contribuire a chiarire la vicenda. Nella stessa giornata di lunedì, una persona si è presentata spontaneamente presso la Stazione dei Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, accompagnata dal proprio legale, l’avvocato Giuseppe Imbesi.
L’uomo avrebbe riconosciuto la propria auto in un’immagine diffusa sui social la sera precedente e ha deciso di fornire una versione dei fatti, depositando dichiarazioni spontanee che saranno ora acquisite agli atti dell’inchiesta. Secondo quanto riferito dal parlamentare, proprio da quell’auto sarebbero partite frasi dal contenuto intimidatorio. Circostanza che, tuttavia, resta tutta da verificare e che sarà oggetto di approfondimento investigativo. Lo stesso avvocato Imbesi, in una nota, ha confermato di assistere il proprietario del veicolo e ha precisato che il suo cliente ha già collaborato con gli inquirenti, fornendo elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto.








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