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Barcellona P.G.: Ennesima evasione dal carcere "Madia". Fortunatamente i detenuti sono stati rintracciati e ricondotti alla casa circondariale

“Bisogna avere il coraggio di chiudere strutture come quella di Barcellona”. Così Francesco Davide Scaduto, segretario nazionale Confipe

Un'altra evasione, l'ennesima, dalla casa circondariale "Madia" di Barcellona Pozzo di Gotto. Il fatto è avvenuto nella giornata di ieri. Due detenuti sono riusciti a fuggire dalla casa circondariale dal cortile, fortunatamente i soggetti sono stati intercettati poco dopo la fuga, e di conseguenza ricondotti all'interno del carcere.


L'ennesima fuga fa scoppire un caso caso che riaccende le polemiche sulle condizioni delle strutture penitenziarie in Italia e a Barcellona. Negli ultimi anni, il carcere "Madia" è stato protagonista di: tentativi di fuga, di suicidi, detenuti che protestano quando non aggrediscono direttamente gli agenti di polizia penitenziaria.


Il segretario nazionale della Confipe, Francesco Davide Scaduto, ha preso una posizione netta, e si dichiara favorevole alla chiusura delle carceri simili a quella di Barcellona, e ovviamente anche il Madia stesso.



Le dichiarazioni di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe

«Bravissimi i colleghi di Barcellona che, in due momenti diversi, hanno bloccato i due detenuti, ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria della Nazione.
Questa evasione lampo è la conseguenza dello smantellamento, negli anni, delle politiche di sicurezza dei penitenziari. Smembrare la sicurezza interna delle carceri con vigilanza dinamica, regime aperto ed assenza di Polizia Penitenziaria favorisce inevitabilmente gli eventi critici, che sono costanti e continui.
Servono regole ferree per ristabilire ordine e sicurezza nelle carceri, attuando davvero quella tolleranza zero verso i detenuti violenti che, anche in carcere, sono convinti di poter continuare a delinquere nella impunità assoluta! Qui serve, forte ed evidente, la presenza dello Stato, che non può tollerare questa diffusa impunità, e servono provvedimenti urgenti ed efficaci».

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