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BARCELLONA P.G., OMICIDIO PIRRI RINVIATO A GIUDIZIO IL PADRE. SI TORNA IN AULA IL 17 GIUGNO


Il 63enne Sebastiano Pirri accusato di aver ucciso il figlio Angelo tornerà in aula il prossimo 17 di giugno davanti la Corte d’Assise di Messina. A decidere il rinvio a giudizio presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto è stato il Giudice Eugenio Fiorentino che ha accettato le richieste dei familiari costituitisi parti civili e rappresentati dagli avvocati Roberto Di Pietro, Filippo Barbera e Fabio Marchetta.


Durante l’udienza preliminare l’uomo difeso dal principe del foro di Barcellona Giuseppe Lo Presti ha continuato a gridare la propria innocenza. Il tribunale della città del Longano ha comunque rigettato la richiesta di approfondimento sullo sparo che ha ucciso Angelo Pirri.

Per l’impianto accusatorio coordinato dal procuratore capo Giuseppe Verzera e dalle sostitute Veronica De Toni e Dora Esposito il rinvio a giudizio poggia le sue fondamenta sull’annullamento della richiesta di approfondimento sullo sparo, ripreso dai filmati registrati nella zona del centro commerciale "Mondo Legno".

Nella richiesta, inoltre, vengono indicate le aggravanti della premeditazione e del rapporto di discendenza tra imputato e vittima.


La vicenda affonda le sue radici nella notte tra il 3 e il 4 giugno 2025, quando secondo la ricostruzione degli inquirenti Sebastiano avrebbe ucciso il figlio Angelo esplodendo un colpo di pistola calibro 7,65 che lo ha raggiunto alla regione parietale posteriore destra.

Il corpo dell’uomo fu scoperto soltanto tre giorni più tardi, la mattina del 6 giugno. Il cadavere giaceva in una cunetta ai margini della carreggiata, in un’area compresa tra l’autostrada A20 Messina-Palermo e una strada interpoderale di contrada San Gaspano, nel territorio di Pace del Mela.


Sul luogo del delitto furono recuperati un bossolo e l’ogiva compatibili con un’arma calibro 7,65. L’arma utilizzata non è però mai stata ritrovata.

L’impianto investigativo è stato costruito attraverso una lunga attività di riscontri. Le indagini, coordinate dalle sostitute procuratrici Veronica De Toni e Dora Esposito, si sono basate su immagini di videosorveglianza, testimonianze raccolte dagli investigatori, intercettazioni ambientali e analisi dei tabulati telefonici.

Tra gli elementi considerati più rilevanti dagli inquirenti vi sono anche le registrazioni provenienti da una telecamera installata nei pressi del centro commerciale “Mondo Legno”. Le immagini – analizzate nel corso delle indagini – avrebbero registrato alle 21.59 del 3 giugno un rumore ritenuto compatibile con l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco. Un dettaglio che avrebbe permesso agli investigatori di collocare con maggiore precisione l’orario in cui si sarebbe consumato il delitto per il quale si ritornerà in aula il prossimo 17 giugno.

 
 
 

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