PORTO DI MILAZZO, GARA DA RIFARE PER LA CONCESSIONE DELLE BANCHINE: ANNULLATA CONCESSIONE LIBERTY LINES
- Hermes Carbone
- 15 apr
- Tempo di lettura: 2 min

La gara per la concessione delle banchine di Milazzo va rifatta. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha infatti respinto l’appello dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, confermando quanto già stabilito dal Tar di Catania: l’affidamento delle banchine alla Liberty Lines è illegittimo. La procedura dovrà essere rifatta.
Al centro della vicenda c’è il ricorso presentato da Afrodite Group, esclusa nonostante un’offerta economica ritenuta competitiva. Secondo i giudici, il problema non sta nella gara in sé, ma nel modo in cui sono stati assegnati i punteggi, in particolare quelli legati al prezzo.
La formula utilizzata – spiegano le sentenze – ha di fatto appiattito le differenze tra le offerte economiche. In altre parole, ribassi anche consistenti finivano per pesare poco o nulla nella graduatoria finale. Un meccanismo che, secondo il Cga, ha alterato l’equilibrio tra qualità e prezzo, riducendo la competizione reale tra gli operatori.
E qui si entra nel cuore del diritto amministrativo: la discrezionalità della pubblica amministrazione. L’Autorità portuale aveva difeso la propria scelta, sostenendo di aver privilegiato la qualità del servizio rispetto al massimo ribasso, per evitare offerte insostenibili. Una linea che, in astratto, i giudici non contestano.
Ma c’è un limite. E secondo il Cga quel limite è stato superato. Perché se il prezzo perde peso, la gara perde trasparenza. E soprattutto perde la sua funzione: selezionare la migliore offerta in condizioni di concorrenza effettiva. Nella motivazione, i giudici parlano chiaro: il sistema adottato ha “sterilizzato” le differenze economiche, rendendo il criterio contraddittorio e irragionevole.
Un’anomalia che non può essere giustificata nemmeno dal fatto che la stessa formula sia stata utilizzata in passato senza contestazioni. La prassi, da sola, non fa legittimità. Le conseguenze sono immediate. La gara dovrà essere ripetuta almeno dalla fase delle offerte economiche. Un passaggio necessario – sottolinea il Consiglio – per garantire neutralità e trasparenza, eliminando qualsiasi dubbio sulla costruzione dei criteri.
Si torna quindi al punto di partenza, con tempi che inevitabilmente si allungano e un’incertezza che pesa su uno snodo strategico per i collegamenti marittimi con le Eolie.
Buone nuove per i cinque lavoratori della ex Comet che lo scorso novembre avevano presentato una diffida formale all’Autorità Portuale dello Stretto, chiedendo il rispetto della sentenza del Tar di Catania che aveva annullato l’aggiudicazione del terminal di Milazzo alla società di navigazione.
La decisione della Giustizia amministrativa consentirà loro di richiedere il reintegro sul posto di lavoro dopo il mancato rinnovo di contratto conseguente proprio al possibile nuovo bando di gara. La partita passa all’Autorità di sistema portuale e al suo presidente, chiamati a ridisegnare la procedura e a evitare nuovi contenziosi.








Commenti