BARCELLONA, PRESUNTE TRUFFE E MINACCE AGGRAVATE: CHIESTI DUE RINVII A GIUDIZIO
- Grazia Di Mauro
- 3 feb
- Tempo di lettura: 2 min

E’ una storia di presunte truffe, raggiri e minacce che ha scosso l’intera comunità di Barcellona Pozzo di Gotto. La vicenda che vede coinvolti 2 giovani è stata rinviata al prossimo 24 marzo. In quella data i ragazzi dovranno comparire davanti al giudice, Giuseppe Caristia, chiamato a valutare la richiesta del rinvio a giudizio.
Le indagini, condotte da carabinieri e polizia, si fondano su denunce e informative provenienti da più territori, dalla provincia di Messina fino al Lazio.
Tra il 2024 e il 2025 il 26enne Sabin Belgacem nato nella città del Longano e di origine marocchina e Andrea Milone, anche lui barcellonese avrebbero dato vita a una serie di episodi che, secondo l’accusa, avrebbero prodotto un diffuso clima di paura e allarme sociale.
Come lo scorso 25 maggio, quando Belgacem con atteggiamento aggressivo, si sarebbe presentato come un appartenente alle forze dell’ordine, qualificandosi con il nome di fantasia di “maresciallo Fazio”. In quel caso, il 26enne si trovava nei pressi di un casello autostradale a Barcellona e avrebbe avvicinato un mezzo fermo in sosta, a bordo del quale si trovavano un operatore sociale del centro di accoglienza per minori migranti di Fondachelli-Fantina e 6 minori stranieri non accompagnati. Belgacem avrebbe costretto l’automobilista e i passeggeri a farsi consegnare 425 euro, approfittando della loro condizione di particolare vulnerabilità.
Altro caso che riguarderebbe esclusivamente il 26enne sarebbe quello avvenuto a gennaio 2025, quando si sarebbe finto titolare della ditta “Sabini Cars”, appropriandosi di una macchina affidatagli in conto vendita da un ispettore della polizia penitenziaria, senza mai versare il corrispettivo di 2.500 euro.
Con l’aiuto di Milone, invece, avrebbe operato numerosi raggiri. Caso emblematico sarebbe quello avvenuto ai danni di una donna ultrasettantenne di Milazzo, consumata a Merì tra l’8 ottobre e il 10 dicembre 2024. I 2 fingendosi imprenditori edili, avrebbero estorto alla signora oltre 13.450 euro per presunti lavori di ristrutturazione mai avviati. Sempre a Merì, un’altra coppia sarebbe stata convinta a versare 2.000 euro per l’avvio di pratiche di mutuo e interventi edilizi mai esistiti, facendo leva su presunti canali bancari “agevolati”.
Tra il 2 e il 6 dicembre 2024, invece, secondo gli inquirenti Belgacem avrebbe condotto un imprenditore in una zona isolata, intimorendolo con riferimenti ad armi, precedenti penali e allusioni esplicite alla sicurezza del figlio minorenne.
All’interno del fascicolo spunta anche una truffa online. I 2 giovani imputati avrebbero incassato 300 euro da un uomo che cercava alloggio per le festività. L’inganno è stato operato attraverso annunci sui social, video e la consegna di un mazzo di chiavi di un appartamento che in realtà non è mai esistito.
Particolarmente inquietante è stato l’episodio che vedrebbe coinvolto solo Belgacem. Il 26enne si sarebbe intrufolato all’interno di un istituto scolastico con la pretesa di accedere a un’aula per chiarimenti su un presunto episodio. Di fronte al rifiuto di un docente, si sarebbe qualificato come appartenente alle forze dell’ordine. Secondo l’accusa, avrebbe estratto una pistola, mostrandola per alcuni istanti all’insegnante prima di allontanarsi.
Attualmente, a Belgacem che è difeso dall’avvocato Diego Lanza del foro di Barcellona Pozzo di Gotto, risulta applicato il solo divieto di dimora in città per un distinto procedimento.
Andrea Milone, invece, è assistito dall’avvocato Tino Celi del foro di Messina








Commenti