BARCELLONA, TELEFONI E DROGA IN CARCERE
- Redazione

- 6 dic 2025
- Tempo di lettura: 1 min

Nuovo colpo alla circolazione di oggetti proibiti all’interno della Casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto. Durante controlli mirati, gli agenti della Polizia penitenziaria hanno scoperto quattro smartphone, due microcellulari di ultima generazione e alcune dosi di sostanza stupefacente.
Materiale nascosto con cura, intercettato però grazie a giorni di osservazione, verifiche incrociate e monitoraggi discreti.
Un ritrovamento che non sorprende gli operatori del settore, da tempo impegnati a contrastare il fenomeno dei “lanci” e delle micro-introduzioni durante i colloqui.
Il carcere, già definito più volte “a rischio” per organici insufficienti e una struttura che richiederebbe interventi di ammodernamento, si ritrova ora al centro di una nuova indagine per individuare chi abbia favorito l’ingresso dei dispositivi e dello stupefacente.
Il comandante di reparto e la direzione dell’istituto hanno espresso soddisfazione per l’operazione, ma anche preoccupazione: il sequestro conferma che il tentativo di introdurre materiale illecito è costante e organizzato.
Le indagini proseguono per individuare eventuali complici interni o esterni e tracciare la filiera che alimenta il traffico all’interno delle mura.
Un episodio che riapre, ancora una volta, il dibattito sulle condizioni delle carceri italiane e sulla necessità di potenziare mezzi e personale per garantire la sicurezza di chi vi lavora e di chi vi è recluso.








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