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L’Epopea d'Oro di Franco Arcoraci: dalla Febbre delle radio FM alla discoteca U' Trappitu alle Stelle de "Le Cupole" fino al Lago di Garda


Ci sono immagini e suoni indelebili che appartengono al DNA emotivo di un'intera generazione, quella che tra gli anni '70 e '80 ha vissuto l'esplosione delle prime radio libere e della movida nella provincia di Messina.

Se a Milazzo e dintorni si pronuncia pomeriggio giovani, la mente corre immediatamente a una stagione irripetibile di musica, sogni e aggregazione. Un laboratorio di emozioni ideato e condotto e ideato da Franco Arcoraci che, con la sua energia e la sua iconica capigliatura leonina, si era guadagnato il soprannome affettuoso di "Riccioli d'Oro".

In un’epoca in cui la modulazione di frequenza (FM) stava ridefinendo i costumi dei giovani, essere il conduttore di una radio locale significava essere una vera e propria celebrità in tutta la provincia. E Arcoraci, quel palcoscenico fatto di onde radio e folla, lo cavalcava alla grande come molti altri giovani.

La palestra della FM: dai programmi per bambini al fenomeno "Disco Mania"

La voce di Franco Arcoraci si fece largo nell’etere partendo da una gavetta radiofonica pura e appassionata. Tutto ebbe inizio sulle frequenze di Radio Montetrino, dove un giovanissimo Franco debuttò con un tenero e seguitissimo programma dedicato ai bambini. Il passaggio a Radio Mediterraneo segnò poi la nascita di un vero e proprio fenomeno di costume: "Disco Mania", condotto anche da lui insieme al mitico Nando Cortese (oggi stimato avvocato).

Disco Mania era il programma di dediche super ascoltato della provincia: le linee telefoniche bollivano, chiunque cercava di prendere la linea per dedicare il brano del momento al proprio ragazzo o alla propria ragazza.

La capacità dei ragazzi che conducevano a turno "Disco Mania" compreso Arcoraci era di catalizzare il pubblico, in seguito Franco esplose ulteriormente a Radio Lionte (emittente storica che ha poi tracciato la strada per l'odierna Radio Milazzo) con la trasmissione “Di tutto un po’”, dove inventò il gioco del "Rumorone": un suono misterioso da indovinare per vincere i primi premi messi in palio dagli sponsor locali.


Gli ultimi anni prima dello storico trasferimento a Verona lo videro infine militare a Radio Tirreno, l'emittente del poliedrico editore Rino Piccione, sigillando un legame indissolubile con l'etere milazzese.


Il colpo di genio nato per gioco: il Premio di Poesia "Ingegnere Franco Bruno"

Proprio dai microfoni di Radio Lionte, quasi per scommessa e per gioco, Franco Arcoraci tirò fuori dal cilindro una delle sue invenzioni più incredibili: il Premio di Poesia intitolato all'Ingegnere Franco Bruno prima edizione Città di Milazzo.


Lanciato nell'etere con la spontaneità tipica delle radio libere, il concorso scatenò un entusiasmo travolgente. Da ogni angolo della provincia e della Sicilia arrivarono migliaia di buste contenenti poesie scritte a mano, componimenti intimi e appassionati inviati da partecipanti di ogni età.


Per l'occasione si mobilitarono le forze produttive storiche della città: i preziosi premi per i vincitori consistevano in splendide targhe d'onore, omaggiate dal grande Ernesto Zappia, che all'epoca gestiva il suo rinomato negozio di articoli sportivi.


Tutta la macchina promozionale dell'evento, dai manifesti d'epoca fino ai mitici adesivi (l'adesivo rotondo e giallo che ritraeva Franco), fu invece curata e stampata dalla storica Tipografia Lombardo, allora diretta con maestria da Gianni Lombardo.


La memorabile serata finale di premiazione si tenne nella splendida cornice della discoteca Le Cupole, consacrando il successo clamoroso dell'iniziativa. Un trionfo così colossale, tuttavia, attirò subito le mire della politica locale. Con un gesto che lasciò in Arcoraci una profonda e legittima delusione, il Comune di Milazzo decise di appropriarsi dell'idea: l'amministrazione organizzò infatti la seconda edizione del premio in totale autonomia, "scippando" il format e senza curarsi minimamente di chiedere il permesso o coinvolgere il suo legittimo ideatore.

Un'amarezza che segnò l'inizio di un rapporto complesso con le istituzioni, ma che non scalfì la paternità artistica di quel miracolo pop e letterario nato solo grazie alla radio e all'intuizione di "Riccioli d'Oro".


Il "Social Network" in pista a U Trappitu

Forte della popolarità radiofonica, Arcoraci trasferì quella freschezza direttamente dentro le discoteche. Il "Pomeriggio Giovani" della domenica alla discoteca U Trappitu divenne il vero "social network" dell'epoca. Senza smartphone, ci si dava appuntamento lì per ballare e innamorarsi.

Il re indiscusso dell'animazione in pista era il celebre "Gioca Jouer" di Claudio Cecchetto, un rito collettivo in cui centinaia di ragazzi seguivano in sincrono i comandi di Franco dalla consolle. L'oggetto più ambito delle serate era proprio lo storico adesivo uscito dai rulli di Gianni Lombardo: la sagoma stilizzata dei suoi riccioli d’oro che i ragazzi facevano a gara per incollare sul parabrezza dei motorini Ciao, del Piaggio Sì o sui diari di scuola.

Sempre al Trappitu Franco organizzo il primo concerto nella Città del Capo di Franco Fasano reduce dal festival di Sanremo, co fasano la collaborazione durò tantissimi anni anche con il Festival Pub Italia.


Le grandi notti a "Le Cupole": da Califano al "figlioccio" di Walter Chiari

Oltre al premio di poesia, la collaborazione con la discoteca Le Cupole e Pino Ragusi, portò Arcoraci a firmare la direzione e l'organizzazione e la comunicazione di eventi eccezionali, portando a Milazzo le più grandi stelle dello spettacolo italiano dell'epoca.


Memorabili rimangono le serate calde e intense in compagnia del "Maestro" Franco Califano, ma soprattutto il rapporto speciale, quasi filiale, nato con il grandissimo Walter Chiari. Il leggendario attore e presentatore si era talmente affezionato alla genuinità, all'onestà e al talento del giovane promotore milazzese da chiamarlo affettuosamente, in pubblico e in privato, il proprio "figlioccio".


Re delle piazze con l'Agenzia Italia

Il talento di Arcoraci come presentatore e animale da palcoscenico non sfuggì ai grandi addetti ai lavori dell'epoca. Fu il celebre manager Tuti Alberti, mente della storica Agenzia Italia di Barcellona Pozzo di Gotto, a ingaggiarlo come presentatore ufficiale per le più importanti serate in piazza della zona. Con il microfono in mano, Franco Arcoraci illuminava le notti estive della provincia, introducendo cantanti, comici e regalando ore di spensieratezza a migliaia di persone radunate sotto i palchi siciliani.


Il salto al Nord: dal Lago di Garda alla Polizia di Stato

Poi, la svolta. Come per molti giovani siciliani di talento, arrivò il momento di fare le valigie e misurarsi con nuovi orizzonti. Destinazione: Verona. Franco Arcoraci non perse però lo smalto da grande impresario e, nei primi anni in terra veneta, esportò la sua formula vincente organizzando serate memorabili ed eventi esclusivi sulle sponde del Lago di Garda.

La firma d'autore di quel periodo rimase legata al profondo Sud e alle storiche collaborazioni: insieme al fidato manager Turi Alberti, Arcoraci organizzò e diresse la tournée di Nick Celentano (il celebre sosia ufficiale del "Molleggiato"), portando lo spettacolo e la musica a infiammare le piazze e i locali del Nord Italia.


Infine, la vita ha preso un’altra direzione. Franco ha scelto di mettere quella stessa dedizione, l'empatia con le persone e lo spirito di servizio a disposizione della collettività, entrando in Polizia. Ma come ama ricordare lui stesso, "quella è un'altra storia". Un'altra pagina straordinaria di un uomo che ha saputo far ballare una provincia intera prima di scegliere la via del dovere, lasciando nei cuori dei ragazzi di Milazzo il ricordo immortale di quelle domeniche indimenticabili.

 
 
 

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