CARO CARBURANTI, AUTOTRASPORTATORI IN SCIOPERO PER CINQUE GIORNI: MERCI FERME FINO AL 18 APRILE
- Hermes Carbone
- 14 apr
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Cinque giorni che rischiano di bloccare la Sicilia e creare una vera e propria emergenza, con conseguente ondata di rincari per le settimane a venire. Dalla mezzanotte è infatti scattato lo stop degli autotrasportatori in Sicilia a causa del caro carburanti che sta mettendo in ginocchio l’economia europea. Una mobilitazione che, secondo i promotori, coinvolgerà fino al 90% delle imprese del settore e che andrà avanti fino al 18 aprile.
Il cuore della protesta sarà rappresentato dallo stop della macchina logistica. In particolare nei porti, dove è stato deciso di sospendere le operazioni di carico e scarico dei semirimorchi dalle navi. Minor numero di merci in ingresso e in uscita, dunque, meno rifornimenti verso supermercati e filiere produttive, con effetti che potrebbero diventare visibili già nelle prossime ore.
A proclamare il fermo è stato il Comitato Trasportatori Siciliani, che punta a ottenere risposte concrete dal Governo nazionale. Sul tavolo, ancora una volta, il nodo dei costi. Il gasolio continua a pesare in maniera determinante sui bilanci delle aziende, in un contesto internazionale instabile per la crisi mediorientale e che si riflette direttamente sui prezzi alla pompa.
Gli autotrasportatori protestano anche per un sistema diventato insostenibile. Sotto accusa finiscono gli strumenti di sostegno, a partire dal cosiddetto Sea Modal Shift: incentivi pensati per favorire il trasporto via mare, ma ritenuti poco chiari nei criteri e soprattutto incerti nei tempi di erogazione. Un meccanismo che, invece di alleggerire i costi, rischierebbe di aumentare l’incertezza per le imprese.
Altro punto critico riguarda le risorse legate al sistema europeo delle emissioni, l’ETS. Secondo gli operatori, i fondi generati da questo meccanismo finiscono per non tornare in modo efficace al settore. Da qui la richiesta di destinare queste risorse al rafforzamento delle infrastrutture e degli incentivi per il trasporto marittimo, considerato strategico per un territorio insulare come la Sicilia.
E poi c’è lo sguardo rivolto al futuro per l’eventuale introduzione dell’ETS2 a partire dal 2028. Un ulteriore costo che, senza adeguate compensazioni, potrebbe mettere definitivamente in difficoltà molte aziende.
Nel frattempo, resta anche l’incognita su cosa accadrà dopo il 2027, quando l’attuale programmazione degli incentivi europei arriverà a scadenza. Nessuna certezza su proroghe o nuovi strumenti, e un settore che chiede stabilità per poter pianificare.
A completare il quadro, l’aumento dei costi dei collegamenti marittimi, dallo Stretto alle altre tratte, che secondo gli autotrasportatori non è stato compensato da interventi adeguati.
Nelle ore precedenti allo sciopero si è aperto un canale di confronto con le istituzioni regionali. Si è parlato di una possibile convocazione ufficiale, ma a condizione di sospendere la protesta. Una richiesta respinta dal Comitato, che ha confermato il fermo.








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