CASE IACP, PROPOSTA DI REVOCA PER OLTRE 180 MOROSI: DEBITI PER OLTRE 20MILA EURO A FAMIGLIA
- Grazia Di Mauro
- 20 mar
- Tempo di lettura: 2 min

Lo IACP di Messina stila una lista dettagliata degli inquilini che non pagano il canone locativo da diverso tempo. L’elenco dei morosi è stato inoltrato a Palazzo Zanca. Per i residenti inadempienti l’ente ha già avviato una proposta di revoca dell’assegnazione degli alloggi. In diversi casi i debiti accumulati superano anche la soglia dei 20mila euro per nucleo familiare.
Per tutti quelli che non hanno risposto alla messa in mora si avvicina sempre di più il provvedimento di sfratto. Secondo le prime stime, circa la metà dei residenti non ha fornito alcun riscontro.
A questo punto, una volta esclusi dall’elenco quelli che hanno presentato opposizione o richiesto una rateizzazione del debito, sarà il Comune di Messina a procedere con le revoche definitive.
Gli alloggi dell’Iacp pur restando di proprietà dell’Istituto vengono assegnati sulla base di graduatorie predisposte dal Palazzo Municipale. Proprio su queste abitazioni si concentra da mesi un contenzioso rilevante relativo al pagamento dell’Imu, per un valore complessivo che supera i 3 milioni di euro.
L’ente messinese per gli alloggi popolari ha già perso nei primi 2 gradi di giudizio, davanti alla giustizia tributaria ma ha annunciato l’intenzione di ricorrere in Cassazione non appena sarà depositata la sentenza di secondo grado, sostenendo la natura sociale dei canoni applicati.
Nel frattempo, la percentuale di morosità si attesta oggi al di sotto del 35%. In città, l’Istituto gestisce oltre 2.000 alloggi, con canoni stabiliti da un decreto assessoriale del 1999 e calcolati in base al reddito degli assegnatari. Nonostante gli importi contenuti la morosità resta elevata e nelle casse dell’Istituto mancano quasi 2mln di euro.
A incidere sul quadro complessivo è anche la presenza di numerosi alloggi inagibili.
Secondo l’ultimo censimento, ammonterebbero a 200 gli immobili sfitti in tutta la provincia che necessitano di interventi di manutenzione, dagli impianti agli infissi, per poter essere nuovamente assegnati. Una condizione che entro il 2030 potrebbe essere sanata dai 55mln di euro che presto arriveranno nelle casse dell’Ente dai Fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.








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