top of page

CORSI D’ORO, CONDANNA DEFINITIVA PER FRANCANTONIO GENOVESE



Si chiude con una condanna definitiva a 6 anni e 8 mesi di reclusione la lunga vicenda giudiziaria che coinvolge Francantonio Genovese, ex parlamentare del Partito Democratico ed ex sindaco di Messina dal 2005 al 2007.


A rendere decisivo il quadro è stato un passaggio procedurale della Procura generale di Reggio Calabria che non ha presentato ricorso in Cassazione contro la recente assoluzione, pronunciata in appello per il reato di riciclaggio con formula “perché il fatto non sussiste”. I termini per impugnare la sentenza sono scaduti, mettendo così la parola fine all’ultimo segmento ancora aperto del procedimento.


Questa assoluzione, arrivata al termine di un iter complesso che aveva visto anche un rinvio della Cassazione e una nuova valutazione da parte della Corte d’appello reggina, non incide però sulle condanne già stabilite nei precedenti gradi di giudizio. Restano confermati i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, associazione per delinquere, frode fiscale e tentata estorsione.

Con la chiusura dell’ultimo filone torna quindi pienamente efficace la sentenza relativa al troncone principale dell’inchiesta “Corsi d’oro”, una delle più articolate degli ultimi anni in Sicilia incentrata sulla gestione dei fondi pubblici destinati alla formazione professionale.


Secondo l’impianto accusatorio, le indagini avrebbero fatto emergere un sistema complesso e distorto nella gestione delle risorse, con milioni di euro pubblici coinvolti e una rete di società e strutture operative. Al vertice di questo sistema, per gli inquirenti, vi sarebbe stato proprio Genovese.


Sul piano politico, nonostante la vicenda giudiziaria, l’ex parlamentare continua a mantenere un ruolo rilevante soprattutto a Messina, dove resta una figura influente anche negli equilibri del centrodestra locale, in particolare nell’area legata al movimento autonomista.


Parallelamente, si apre il capitolo dell’esecuzione della pena. La difesa, rappresentata dall’avvocato Nino Favazzo sostiene che non vi sia un ritorno imminente in carcere. Il legale ha spiegato che la pena complessiva è stata rideterminata in 6 anni, 10 mesi e 20 giorni, tenendo conto della continuazione tra i reati del procedimento principale e una condanna per reati fiscali definita nel 2024.


Secondo la ricostruzione difensiva, quest’ultima pena sarebbe già stata interamente scontata attraverso l’affidamento in prova. Per questo è stata presentata un’istanza alla Procura generale per ottenere il riconoscimento delle detrazioni sia per il periodo di custodia cautelare già scontato, sia per la pena eseguita che potrebbe essere considerata “fungibile”.


Se queste richieste venissero accolte, la pena residua potrebbe scendere sotto la soglia dei quattro anni. In questo caso, si aprirebbe la possibilità di accedere a misure alternative alla detenzione, come l’affidamento in prova ai servizi sociali.

 
 
 

Commenti


Telespazio Newsletter

Rimani Aggiornato

TELESPAZIOPLAY.COM

Supplemento della testata SPAZIO NOTIZIE registrazione n° 2503/13 del 27/12/2013 c/o Tribunale di Messina
Direttore responsabile: Mario Di Paola

Editore: Associazione Rtm
Sede: Via U. Bonino, 11 98122 Messina
Redazione: Via Nazionale 24 – 98040 Torregrotta (Me)
Tel. Redazione: 090 7385703 

E-Mail: redazione@telespazionotizie.it

E-Mail per i vostri spot pubblicitari: commerciale@telespaziomessina.it 

Grazie per la tua iscrizione

  • TikTok
  • Instagram
  • Facebook
  • Youtube

© 2021 - Sito Creato da RTM Radio Televisione Messinese

bottom of page