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FEMMINICIDIO ZINNANTI, UNA SCONFITTA PER LA GIUSTIZIA. LA FAMIGLIA CAMPANELLA SI STRINGE NEL DOLORE



Lacrime, dolore e sconcerto per una morte che si poteva evitare. Sui social lo hanno etichettato come un femminicidio di Stato, altri come una macabra ironia della sorte. Daniela Zinnanti, la 50enne trovata in una pozza di sangue nella sua casa di via Lombardia forse si sarebbe potuta salvare se l’uomo che diceva di amarla, avesse indossato il braccialetto elettronico. Il dispositivo gli sarebbe stato applicato proprio ieri, nel giorno in cui l’uomo reo confesso ha ulteriormente affermato la propria colpevolezza anche durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto davanti al Gip Alessia Smedile, continuando però a smentire le aggressioni precedenti.


Tante le ipotesi, molteplici i messaggi di cordoglio sui social indirizzati soprattutto nei confronti dei figli e dei fratelli che sono rimasti orfani d’amore. Da martedì per le vie e strade dell’intera provincia, nei supermercati e al bar non si parla d’altro. L’unica certezza che rimane è la crudele uccisione nei confronti di una donna che aveva creduto nella legge e aveva denunciato il suo aguzzino. E il paradosso rappresentato da marzo, mese dei fiori, della giornata internazionale delle donne e la festa dei papà che per l’intera Città dello Stretto sembra essere diventato mese di sangue e lacrime.

Il prossimo 31 di marzo saranno trascorsi esattamente 365 giorni dal brutale assassinio della giovane Sarà Campanella. Come lei anni prima, è toccato a Lorena Quaranta e Alessandra Musarra.


Ieri, la mamma di Sara Campanella Cetty Zaccaria ha inoltrato una commovente lettera ai parenti di Daniela Zinnanti da parte di tutta la famiglia. Un pensiero scritto di getto “con le mani che tremano e il cuore a pezzi a causa di un dolore che è devastante in ricordo non solo di nostra figlia ma anche di Lorena Quaranta”.

Per noi, la vita è finita il giorno in cui Sara ci è stata portata via. Non è rimasto nulla, se non un’esistenza distrutta e il vuoto incolmabile di una stanza rimasta vuota. Ogni giorno sopravviviamo a un tormento che non dà tregua: il pensiero della sofferenza che la nostra Sara ha dovuto subire, della crudeltà di chi non ha accettato il suo "no", ci perseguita in ogni istante. È un male che non si può accettare, una ferita che non si rimarginerà mai perché non esiste pace quando sai che tua figlia ha conosciuto l'orrore. Non si può vivere senza il tuo sangue, è un dolore viscerale”.


E ancora, richiamando il dovere civile nei confronti di una società che tutti i giorni è costretta a fare i conti con la violenza e un modo sbagliato di vivere quello che si scambia per amore.

“Siamo ancora immersi in una società che, purtroppo, non conosce il vero rispetto per le donne e che continua a fallire nel proteggerle. Bisogna fare prevenzione vera, e questa deve partire innanzitutto dai genitori: sono loro che devono, sin da quando i figli sono piccoli, abituarli ad accettare un "no", a comprendere che l'amore non è possesso e a rispettare profondamente le donne. È così che si crescono maschi veri, uomini che non diventano carnefici. Come pure, ​non vogliamo più sentire parlare di sconti o di percorsi di riabilitazione per questi assassini: per chi distrugge vite con questa ferocia serve una giustizia che non lasci scampo. Serve l’ergastolo ostativo a vita, senza benefici, senza sconti, perché il loro fine pena non arriverà mai, esattamente come non finirà mai il nostro ergastolo di dolore. Sara, Lorena e Daniela sono state condannate da uomini che credevano di possederle, e noi siamo stati condannati insieme a loro a una vita di sola disperazione. Vi siamo vicini. Ci stringiamo con forza alla città di Messina, ancora una volta ferita nel profondo e costretta a sopportare tragedie strazianti.

Con tutto il nostro dolore e la nostra vicinanza, La famiglia di Sara Campanella”


Intanto, pomeriggio sarà conferito l’incarico per l’autopsia al medico legale Alessio Asmundo. L’esame servirà a chiarire l’ora e il giorno del decesso, le coltellate inferte e tanti altri elementi al vaglio degli inquirenti della Squadra Mobile che sin da subito hanno visionato le telecamere presenti nello stabile per risalire a Santino Bonfiglio.


In vista dell'autopsia gli avvocati Oleg Traclo' e Antonio Giacobello hanno nominato la dottoressa Daniela Sapienza consulente di parte. I legali della famiglia Zinnanti, Filippo Brianni, Giorgio Italiano e Gianfranco Briguglio, si affideranno al medico legale Nino Bondì.

Il prossimo martedì 17 marzo, gli amici di Daniela e della famiglia Zinnanti hanno organizzato una fiaccolata commemorativa. La partenza è prevista alle 21 da piazza Duomo, a Messina.

La Città dello Stretto scenderà in piazza per gridare a gran voce basta alla violenza di genere. Con la speranza che il mese di marzo e tutti gli altri non si tingano più di rosso.

 

 
 
 

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