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Florovivaismo, Carmelo Torre eletto presidente del Consorzio regionale


Palermo - Alla prima assemblea costitutiva dei soci del “Consorzio Distretto produttivo Sicilia: terre del florovivaismo”, il milazzese Carmelo Torre è stato eletto presidente.

La nomina è avvenuta a seguito della costituzione del Consorzio tra le imprese aderenti al Distretto con il decreto dell’Assessore regionale delle Attività Produttive, Mimmo Turano.

Torre ha alle spalle una lunga carriera politica e professionale. E' stato assessore alla Provincia regionale di Messina per circa 8 anni: con la delega allo sviluppo economico è stato tra i fondatori alla Camera dell' Anpaca - Associazione nazionale dei patti territoriali e contratti di area-, contribuendo a fare giungere in tutto il territorio provinciale centinaia di miliardi di vecchie lire, attraverso gli strumenti di programmazione negoziata.

“L'intuizione di ridare vita al Distretto Produttivo regionale del settore florovivaistico - settore trainante dell'economia siciliana- è stata il frutto di un percorso naturale, alla luce delle centinaia di imprese operanti nello specifico settore in tutta la Sicilia, nella provincia di Messina e nel comprensorio tirrenico, in particolare del settore agrumicolo, che ne costituisce il nucleo fondamentale, unitamente ad altri importanti aziende delle province di Palermo, , di Trapani che di Ragusa, con altrettanto importanti presenze anche nel settore floricolo”, ha dichiarato Torre.

“Oggi, finalmente – ha continuato il presidente del Consorzio -, grazie al lavoro svolto nell'ottica dello sviluppo dal basso, si è riusciti a far ripartire un percorso aggregativo che, auspicabilmente, potrà dare nuova linfa al settore e coinvolgere tantissime altre aziende della Sicilia a cui, come Distretto, forniremo il nostro supporto a tutti i livelli”.

L'intuizione di promuovere il Distretto regionale del florovivaismo è stata sposata dall'architetto Sauerbon, esecutore del piano di sviluppo e nominato direttore.

Nonostante il comparto sia tra i più importanti nell'Isola e, a livello nazionale, conta 27mila aziende e 100mila lavoratori, vedendo la nostra regione quale terzo produttore dopo Toscana e Liguria, gli operatori hanno segnalato l'esigenza di un interesse del Governo nazionale, ad oggi assente.



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