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Gdf, sindaco e vicesindaco di Mojo Alcantara ed ex assessore di Malvagna tra i 7 arrestati per mafia


Messina – Operazione della Guardia di finanza con sette arresti, tra cui un sindaco, un vicesindaco ed un ex assessore.

Stamane il Gip del Tribunale di Messina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura, ha emesso un ordine di custodia cautelare nei confronti di sette soggetti, indagati per i delitti di associazione a delinquere di stampo mafioso e di reati contro la Pubblica Amministrazione.

Nel dettaglio, le indagini, condotte dai finanzieri, hanno riguardato le infiltrazioni mafiose in due comuni della fascia jonica Messinese.

Tra le persone tratte in custodia cautelare raffigurano Bruno Pennisi e Clelia Pennisi, rispettivamente sindaco e vicesindaco di Mojo Alcantara (non sono parenti tra loro), e l’ex Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Malvagna, Luca Giuseppe Orlando, che ha ricoperto l'incarico fino all'ottobre 2020.

Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle hanno consentito di far luce sulle attività criminali di una cellula mafiosa del tutto autonoma, rispetto alle articolazioni di Cosa Nostra catanese che, in passato, gestivano gli affari mafiosi anche nel territorio della valle dell’Alcantara. L’ipotesi del Gip è che tale struttura criminale sia stata in grado di condizionare le dinamiche elettorali e amministrative, attraverso l’infiltrazione di soggetti all’interno delle amministrazioni comunali.

Dalle indagini è emerso che gli ordini provenivano dal carcere Carmelo Pennisi, padre di Cleia, il vicesindaco, e di Giuseppe, anch'egli colpito dalla misura cautelare.

Ai domiciliari è stato ristretto un imprenditore di Santa Teresa Riva, mentre è stato condotto in carcere il titolare di una ditta edile della provincia di Catania.

Il gruppo criminoso in questione non faceva della violenza il suo modus operandi, ma agiva in silenzio, in maniera meno visibile, ma non meno pericolosa. Il sodalizio si avvaleva della legittimazione derivante dalla contiguità al famigerato clan dei Cintorino, noto negli anni '90 per l’efferatezza dei suoi delitti. Sfruttando questa “fama” criminale, il gruppo non aveva bisogno di manifestazioni esteriori di violenza, nelle relazioni con la politica, le istituzioni, le attività economiche, al fine di imporre il proprio silente condizionamento.

Gli indagati facevano pervenire al Sindaco di Mojo inequivoche sollecitazioni, cui peraltro aderiva, affinché interessasse gli amministratori comunali di altri distinti enti locali a bloccare, o sbloccare, indebitamente, procedure esecutive a vantaggio dei sodali. Stessa cosa accadeva nel comune di Malvagna, dove l’ex Assessore ai lavori pubblici, nell’interesse della medesima struttura criminale, si adoperava per l’assegnazione di appalti di lavori a ditte vicine, anche mediante il compimento di reati di corruzione e altri reati contro la pubblica amministrazione. E proprio la corruzione, è risultata il collante dell’operatività generale del contesto oggetto d’indagine.

Gli inquirenti, si sono avvalsi del contributo fornito da un importante collaboratore di giustizia ha chiarito ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina le dinamiche criminali insistenti nella fascia ionica della provincia.


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