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GIAMMORO, LA HYDROGEN VALLEY LA VIA D’USCITA DELLA REGIONE DALLA DIPENDENZA DEI CARBURANTI

Idrogeno ed energia pulita per contrastare in prospettiva futura la crisi energetica siciliana. Questo l’obiettivo della Hydrogen Valley che dovrebbe sorgere a Giammoro. Le risorse pubbliche per il progetto punteranno alla realizzazione di interventi riguardanti innovazione industriale, trasporti e riconversione produttiva. Previsti anche investimenti per rafforzare autonomia energetica e attrarre capitali nell’Isola.


Nel frattempo, però, famiglie e imprese restano in ginocchio per il caro energia che rischia di creare enormi difficoltà per il settore economico e nei consumi tra bollette alte, costi di produzione in aumento, margini sempre più ridotti. È in questo contesto che la Regione prova a giocare una partita diversa, puntando su un piano che mette insieme idrogeno, innovazione e nuovi impianti.


Sul tavolo ci sono 31 milioni di euro destinati alla filiera dell’idrogeno, una tecnologia su cui si concentra ormai gran parte delle politiche europee per la transizione energetica. L’idea è semplice, almeno sulla carta: produrre energia pulita, ridurre la dipendenza dall’esterno e creare nuove opportunità industriali.


Il progetto più avanzato è quello di Giammoro, dove dovrebbe nascere un progetto pilota che punta a produrre idrogeno utilizzando un elettrolizzatore alimentato anche da fonti rinnovabili. Un’infrastruttura che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe servire sia il mondo dei trasporti sia quello dell’industria.


Ma come spesso accade, tra i progetti e la loro realizzazione c’è di mezzo la realtà. Il primo ostacolo è quello legato al tempo. I fondi sarebbero dovuti arrivare dal PNRR e il progetto essere completato entro il 2026. Così non sarà, come in precedenza aveva invece annunciato il presidente della Regione Renato Schifani.


Sull'idrogeno la Giunta regionale ha dunque dovuto trovare nuovi canali di finanziamento, approvando uno stanziamento da 31 milioni di euro destinato allo sviluppo dell'intera filiera, dalla produzione fino agli utilizzi finali nei trasporti e nell'industria.

Ma quanto sarà davvero “verde” questo idrogeno? Per produrlo serve energia, e non tutta arriverà da fonti rinnovabili. Il piano prevede un mix tra fotovoltaico, rete elettrica e contratti di fornitura certificata. Un equilibrio delicato, che farà la differenza tra un progetto realmente sostenibile e uno solo parzialmente tale.


Accanto all’idrogeno, la Regione accelera anche su un altro fronte: quello dei rifiuti. I termovalorizzatori di Palermo e Catania, previsti entro il 2028, dovrebbero produrre energia trasformando ciò che oggi finisce in discarica.

 
 
 

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