IMPIANTO BIOMETANO, IL SINDACO DI TERME VIGLIATORE RICHIEDE L’ACCESSO AGLI ATTI
- Emilio Bertucci
- 26 feb
- Tempo di lettura: 2 min

Il sindaco di Terme Vigliatore, Bartolo Cipriano, ha chiesto ufficialmente al Comune di Rodì Milici, guidato da Eugenio Aliberti, di poter visionare e acquisire tutti gli atti relativi al progetto dell’impianto di biogas che dovrebbe sorgere in Contrada Lacco.
L’attenzione è rivolta al procedimento autorizzativo: sono stati chiesti tutti i passaggi della Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), l’istanza originaria della società proponente, gli elaborati allegati, le dichiarazioni tecniche asseverate, le eventuali richieste di integrazione avanzate dagli uffici e le risposte fornite nel corso dell’istruttoria. In altre parole, si vuole ricostruire la storia amministrativa del progetto, dall’avvio fino alle determinazioni finali.
Accanto agli atti procedurali, l’amministrazione intende esaminare con attenzione anche il progetto tecnico: relazioni specialistiche, schemi dell’impianto, caratteristiche costruttive, dimensioni delle strutture, organizzazione degli spazi e modalità di funzionamento. Un passaggio ritenuto indispensabile per valutare in modo concreto l’impatto dell’opera sul contesto circostante. Un capitolo importante riguarda poi le autorizzazioni ambientali.
La richiesta comprende tutta la documentazione sulle emissioni in atmosfera, sugli scarichi idrici, su eventuali verifiche ambientali effettuate, oltre agli studi legati al traffico veicolare che l’impianto potrebbe generare con il trasporto delle matrici e del materiale lavorato. Aspetti tecnici che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle aree limitrofe.
Sono stati domandati anche i pareri espressi dagli enti coinvolti, i nulla osta rilasciati durante la conferenza dei servizi, la documentazione urbanistica ed edilizia, la destinazione dell’area individuata e la presenza di eventuali vincoli. Non solo: tra gli atti richiesti figurano pure possibili varianti progettuali intervenute nel tempo e i verbali delle riunioni che hanno portato alla conclusione del procedimento.
L’obiettivo dichiarato è avere un quadro completo, senza zone d’ombra, per poter valutare con cognizione di causa un intervento che, pur ricadendo amministrativamente in un altro Comune, viene percepito come strettamente connesso al proprio territorio.








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