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L'amministrazione per l'ennesima volta tappa le ali del calcio cittadino: Il derby si gioca a Vibo


Per l'ennesima volta, nella nostra città, l'enfasi e la bellezza del calcio vengono macchiate e ostacolate da un'amministrazione comunale che da anni ormai finge di avere interesse per il football.

''Non sempre i miracoli riescono'', è questa la grottesca frase, quasi da dibattito da bar, che viene inserita all'interno della lunga nota diramata dall'amministrazione comunale per sancire in via definitiva che sarà impossibile giocare Messina-Palermo al 'San Filippo'.


-LE MOTIVAZIONI. Il big match della seconda giornata di Serie C non si svolgerà allo stadio 'Franco Scoglio', ''a causa delle difficoltà nell'approvvigionamento di componenti specialistiche non facilmente reperibili sul mercato nel periodo feriale, per via di tutto ciò non sarà possibile disputare la prima partita casalinga a Messina''.

Questo recita il comunicato emanato dall'ACR Messina in merito alla questione.

In sostanza tutti i lavori sono ormai ultimati, ma l'assenza di alcune attrezzature destinate alla sala regia e alla videosorveglianza rendono impossibile la riapertura al pubblico del 'San Filippo', secondo le normative imposte dalla Serie C.


-INATTITUDINE. E' clamoroso come Messina, una città spesso vantata per la sua storia e la sua tradizione, definita come la tredicesima città d'Italia, sia amministrata da individui che dimostrano una così palese incompetenza e inattitudine nel gestire determinate faccende, sia dal punto di vista pratico che comunicativo.

Infatti era il 14 Luglio quando Cateno De Luca sindaco di Messina annunciata attraverso queste parole che: '' i lavori di messa a norma dello stadio per cui abbiamo stanziato una somma straordinaria di 500 mila euro saranno terminati entro il 20 Agosto''.


-NON AVEVA TUTTI I TORTI. ''A Messina non si può fare calcio'' è questa una delle tante dichiarazioni scomode da parte di Lo Monaco nei confronti della città, magari però il direttore nativo di Castellammare non aveva tutti i torti.

E' vero, le norme in vigore della Serie C sono spesso stringenti e difficili da mettere in atto, ma resta da dire che sono le stesse di 4 anni fa quando il Messina era tra i professionisti.

Inoltre si sapeva già praticamente da Giugno che una delle due messinesi sarebbe sbarcata in C, un minimo di programmazione in più non avrebbe fatto sicuramente male a nessuno.

Qualsivoglia tipologia di comunicato o ridicola dichiarazione politica non cancellerà l'ennesima figuraccia che si appresta a fare questa città.


Purtroppo il calcio non è materiale da propaganda, non serve alla promozione politica dell'ennesimo pagliaccio che proclama il cambiamento.

Messina-Palermo, che è il secondo derby più antico d'Italia, fa venire in mente tutte le lacune organizzative e strutturali di una città in declino dal punto di vista politico e amministrativo.


Piero Inferrera

Foto: Quattrotretre


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