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La “Porta delle Farfalle”: la nuova opera monumentale voluta dalla Fondazione Fiumara D’Arte


Secondo la Fondazione Fiumara D'Arte l’opera dovrebbe essere la più grande del mondo: un chilometro di muro di cemento armato che coinvolge oltre 5.000 studenti dei Licei artistici siciliani, circa 10.000 bambini delle scuole di Librino e le loro famiglie, più di 50 tra artisti e architetti selezionati dalla Fondazione, in collaborazione con una rete di giovani curatori.

Il progetto nasce dal mecenate Antonio Presti che ha lanciato l’idea del progetto “Guerrieri di Luce” nei Licei Artistici della Sicilia, con l’intento di rimettere in “Luce” le istituzioni liceali portatori di Idee, Arte, Cultura e Valori. In un contesto di forme che apparentemente non hanno nessuna connotazione col reale, si inseriscono e materializzano delle piccole figure che simboleggiano il guerriero della luce, un’icona guerriera portatrice di pace, così come da un libro di Paolo Coelho preso come fonte ispiratrice del lavoro.

Chi per i catanesi incarna questi concetti se non Sant’Agata? Sant’Agata guerriera e protettrice che con la forza della sua fede ha superato l’agonia del martirio. L’opera nasce dall’incontro di due elementi forti e predominanti della tradizione catanese: Sant’Agata e il Liotru simbolo di potenza, saggezza, memoria e buona fortuna, affiancati e posti in relazione con le piccole figure dei Guerrieri della Luce.

Sono passati più di dieci anni da quando la “Porta della Bellezza”, opera monumentale donata da Antonio Presti al quartiere catanese di Librino, ha acceso il valore della condivisione. Quella Porta è stata rispettata e protetta da tutti gli abitanti ed è per questo spiega Antonio Presti che: “voglio restituire rispetto, continuando e completando un’opera che oggi è diventata simbolo d’identità e di orgoglio, rigenerando così un atto d’amore che non conosce mai fine. Quando l’abbiamo inaugurata tutti si preoccupavano per il suo futuro, oggi la Porta è nostra: guai a chi la tocca”.

“Ancora una volta un pezzo di muro anonimo si trasformerà in una Porta nel grembo della Grande Madre Sicilia”. “Io amo Librino – racconta il mecenate – amo la gente del quartiere, mi sento amato e rispettato, vedo la gioia negli occhi di chi partecipa ai progetti, scorgo sincerità e quella gratitudine che riempie la mia esistenza. Io a Librino ho trovato solo cuore. E quando il cuore parla al cuore, il cuore risponde. E allora, così come tutti gli abitanti hanno protetto la Bellezza di questa grande opera, adesso questi stessi abitanti meritano rispetto. Il rispetto porta rispetto. E questo pensiero lo voglio affermare completando l’Asse dei Servizi con un’Opera colossale che si chiamerà “Porta delle Farfalle”. Un’opera in terracotta di oltre un chilometro, per valorizzare il percorso maieutico e spirituale iniziato nelle nove scuole di Librino quindici anni fa, che perdura nel tempo e restituisce futuro. Sommando la nuova Porta con quella già preesistente avremo oltre 1,5 km di Bellezza, una vera muraglia dedicata all’anima”.

Il progetto è in esecuzione nelle scuole di Librino e a breve partirà la condivisione con tutti gli abitanti, con la previsione di inaugurare l’opera monumentale nel 2022. Il Liceo Artistico Emilio Greco di Catania e San Giovanni La Punta hanno presentato il progetto per la “Porta delle Farfalle” che sarà costituita da 50 bassorilievi monumentali in terracotta ubicati nel quartiere catanese.

Grazie al sostegno del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo sono stati realizzati i laboratori didattici che hanno coinvolto gli alunni delle scuole elementari e medie del quartiere di Librino: laboratori attraverso i quali gli studenti hanno approfondito lo studio teorico e la scelta dei valori della vita, avendo così la consapevolezza di diventare guerrieri di luce, e successivamente la pratica della lavorazione dell’argilla.

La “Porta delle Farfalle” spiega Antonio Presti “rimanda alla visione di un bambino che può attraversare un momento cupo, buio, proprio come il bruco. Che, però, può sempre scorgere la luce e in un istante può trasformarsi in farfalla: vorrei trasmettere questa visione di sospensione e sogno contro la pesantezza di questa contemporaneità, per restituire leggerezza a uno stato dell’anima che rischia d’implodere nella sua gravità. Da una parte ci saranno tutti gli abitanti che proseguiranno il processo di condivisione con gli artisti, dall’altra i bambini, in un percorso di crescita in cui dovranno assumere impegni etici, politici e culturali. Perché il potere è sapere, l’ignoranza è schiavitù. E con la Bellezza possiamo far crescere cittadini liberi, cittadini educati non più a chiedere, ma a fare”.