LIPARI, I CONSIGLIERI COMUNALI PRESENTANO ESPOSTO SULL’AUMENTO TARIFFE IDRICHE
- Grazia Di Mauro
- 18 apr
- Tempo di lettura: 2 min

Il caso delle tariffe idriche aumentate del 4 per cento dal primo cittadino di Lipari Riccardo Gullo tramite una determinazione dello scorso 31 di marzo, accumula un altro esposto. Alla querela presentata dal Presidente del Consiglio comunale Antonino Russo, si aggiunge quella dei rappresentanti del civico consesso dell’isola che chiedono alle autorità competenti di “accertare ogni responsabilità anche sotto il profilo del danno erariale”.
I consiglieri Gaetano Orto, Lucy Iacono, Raffaele Rifici, Cristina Dante, Adolfo Sabatini, Angelo Portelli e Giorgia Santamaria hanno formalmente investito della vicenda diversi enti quali l’Assessorato regionale, la Prefettura, la Corte dei Conti, l’ATI Messina, ARERA e gli organi di controllo del Comune.
Secondo i firmatari, l’atto presenterebbe evidenti profili di illegittimità perché adottato in assenza dei presupposti di legge e in contrasto con provvedimenti già revocati e dichiarati inefficaci.
Non si tratterebbe, sottolineano i consiglieri, di una semplice irregolarità burocratica ma di una questione che riguarda la legalità dell’azione amministrativa, la tutela dei cittadini e la solidità finanziaria dell’ente. Se le tariffe fossero illegittime, le somme incassate potrebbero infatti risultare prive di fondamento giuridico, con possibili ripercussioni sul bilancio comunale e sugli equilibri economici futuri.
La scorsa settimana il presidente del consiglio comunale Russo aveva evidenziato che l’aumento dell’anno corrente si somma a quelli già applicati nel 2024 e nel 2025, portando il costo dell’acqua tra i più alti della provincia senza che però si registrino miglioramenti nel servizio.
Nell’occhio del ciclone ci sarebbero anche 2 delibere la numero 155 del 2024 firmata dall’ATI e successivamente revocata nell’agosto 2025 e quella 639 del 2023 di ARERA, che prevede precisi standard qualitativi e obblighi tecnici per autorizzare rincari tariffari. Secondo quanto denunciato queste condizioni non sarebbero state rispettate dal Comune.
A questi 2 documenti infine si sommerebbero dubbi sulla trasparenza come la mancata trasmissione degli atti agli enti di controllo e l’assenza di pubblicazione dei documenti tecnici all’albo pretorio.








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