MESSINA, 50ENNE ARRESTATO PER ATTI PERSECUTORI AI DANNI DI MAGISTRATI CATANESI
- Redazione

- 11 feb
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Oltre un anno di minacce, insulti e ingiurie recapitate anche attraverso i social ai magistrati in servizio presso il distretto giudiziario di Catania, che si sono occupati di un processo a suo carico. E’ finito per questo ai domiciliari con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, un 50enne residente Frosinone.
Ad eseguire la misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Messina, sono stati gli agenti della Polizia di Stato. L’ordinanza si basa su un grave compendio indiziario raccolto nel corso dell'attività investigativa delegata alla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Messina, coordinata dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Catania, con il supporto della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica e la Squadra Mobile di Frosinone.
In particolare dal dicembre 2024, l’uomo avrebbe ripetutamente accusato, pur sapendoli innocenti, numerosi magistrati del distretto di Catania, di omissioni di atti d'ufficio e falso in atto pubblico, inveendo con offese e minacce ("...io vi levo di mezzo... vi ammazzo... vi giuro che vi ammazzo... "), e perseguendoli con centinaia di post, messaggi e video-messaggi denigratori, pubblicati in rete quasi quotidianamente.
Il comportamento del 50enne ha indotto i magistrati oggetto delle offese a cambiare abitudini di vita e adottare provvedimenti per rafforzare e garantire le massime misure di sicurezza presso l’aula del Tribunale di Catania, dove si stava celebrando il processo a suo carico.
Secondo le indagini, l'uomo avrebbe agito in concorso con alcuni sostenitori, iscritti a una fantomatica associazione da lui fondata, istigandoli a condividere on line i contenuti calunniosi e diffamatori, amplificandone così la risonanza mediatica.








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