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Messina, gestori siciliani dei carburanti a confronto con la FE.GI.CA.



L’ insufficienza dei margini pro-litro e la precarietà contrattuale dei Gestori siciliani carburanti sono solo due, dei principali problemi discussi da una rappresentanza di gestori e la FE.GI.CA. (Federazione gestori impianti carburanti). Ma in realtà, tante sono le problematiche annesse talchè unitamente hanno deciso di superarle, intraprendendo azioni collettive, anche sindacali, per un vero e proprio “progetto di riforma” da discutere con i gestori siciliani prima di essere formalmente annunciato alle forze politiche regionali, già a settembre.


Già dalle prossime settimane verrà avviato il confronto sui principi ispiratori della riforma che avrà, come obiettivo, quello di trovare risposte alla precarietà ed alla discriminazione economica cui i gestori sono sottoposti.

È quanto emerso nel corso di una riunione di gestori tenutasi a Messina il 15 giugno scorso presso il Resort hotel Capo Peloro di Torre Faro, voluto dagli imprenditori e gestori di carburanti, Stello Bossa e Salvatore Ruggeri che rappresentano degnamente da decenni questa categoria a livello locale, regionale e nazionale, che hanno incontrato i vertici nazionali della FE.GI.CA. (Federazione gestori impianti carburanti) nelle persone del Presidente nazionale Roberto Di Vincenzo e dei segretari nazionali Roberto Timpani e Fabrizio Zaino.


L’obiettivo della riunione è stato quello di evidenziare le problematiche che persistono da anni, da un lato, con il proseguimento dell’attuale problema pandemico e dall’altro con il conflitto bellico in Ucraina prolungatosi oltremodo, e che affliggendo il settore dei carburanti, mettono a serio rischio la sopravvivenza dei gestori.


Per i gestori messinesi, l’incontro con la rappresentanza nazionale del settore, ha rappresentato un momento importante per decifrare i possibili scenari di questa categoria, perché gravi sono le ripercussioni sui bilanci familiari per gli aumenti, talvolta ingiustificati, che giornalmente si constatano.


La dinamica dei prezzi fuori controllo, con aumenti superano il 45% rispetto a quelli dell’anno precedente, vede anche una diminuzione della vendita dei carburanti stessi che si attesta tra il 25% ed il 30%, dato questo assolutamente significativo e negativo per l’asfittica attuale economia dei gestori.


Su questi aumenti incomprensibili - scrivono in una nota stampa i gestori - si è espresso anche il ministro della Repubblica Italiana dichiarando che non esiste una motivazione tecnica per cui questi carburanti siano così costosi e che, siamo in presenza di una colossale truffa. Ma alle parole purtroppo non sono seguiti i fatti, aumentando giorno dopo giorno sempre di più i carburanti e non avendo alcuna notizia se sia stato perseguito qualcuno per truffa.

Di risposte non se ne sono avute neanche sulle accise che i gestori hanno anticipato sulla diminuzione avvenuta il 21 marzo scorso”.


Parlarne in questo periodo e parlarne subito è meglio” esordisce Bossa che proprio con questo evento vuole partire da Messina per riorganizzare la base e per cercare di dare fiducia e serenità ad un settore che è stato negli ultimi anni trascurato se non maltrattato.

Altro punto negativo, - aggiunge Ruggeri - è quello relativo alle frodi fiscali sui carburanti che sono diffuse a livello nazionale.

Su tale frodi sono stati, anche di recente, effettuati numerosi interventi da parte delle forze della GDF che hanno rilevato e continuano a rilevare la commistione di interessi ed il coinvolgimento in queste illegalità di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata di stampo mafioso.

Questa malpractice sull’Iva e sulle accise evase, negli anni ha determinato dei guasti a tutti i gestori di carburanti determinando una concorrenza sleale nei confronti di operatori onesti”.

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