MESSINA, LE REAZIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE SUL CASO DE LUCA–BASILE
- Michele Bruno
- 2 giorni fa
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Le indiscrezioni su possibili elezioni anticipate in primavera, legate alle ipotesi di dimissioni del sindaco Federico Basile e al ruolo di Cateno De Luca, continuano a tenere banco nel dibattito politico cittadino. Dal consiglio comunale arrivano reazioni trasversali, tra critiche, richieste di chiarezza e preoccupazioni per la stabilità amministrativa.
Le voci su un possibile ritorno anticipato alle urne, circolate da tempo negli ambienti politici e riemerse con forza nelle ultime ore sulla stampa locale, hanno acceso il confronto a Messina. Al centro delle indiscrezioni, le ipotesi di dimissioni del sindaco Federico Basile e il ruolo del leader di Sud Chiama Nord, Cateno De Luca, nonostante le recenti smentite.
Dal Consiglio comunale arrivano prese di posizione nette. Alessandro Russo, esponente del Partito Democratico, sottolinea come il nodo non siano le elezioni in sé, ma l’utilizzo della città come strumento di strategia politica personale. Secondo Russo, Messina rischierebbe di essere piegata a logiche di convenienza, mentre il sindaco Basile resterebbe in una posizione di silenzio su decisioni che incidono direttamente sul futuro amministrativo.
Critico anche Giandomenico La Fauci, consigliere comunale di Ora Sicilia, che richiama al rispetto del mandato elettorale espresso dai cittadini. Per La Fauci, in assenza di una crisi formale o di atti di sfiducia, parlare di elezioni nell’interesse superiore della città appare forzato. Il consigliere evidenzia inoltre il rischio di compromettere la stabilità amministrativa e il percorso di investimenti strategici, a partire dalle scadenze legate ai fondi del PNRR. Duro l’intervento di Carbone, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che definisce “dichiarazioni farneticanti” quelle del sindaco Basile, che tenterebbe di giustificare un’eventuale scelta dimissionaria. Secondo Carbone, ai cittadini interessano poco le diatribe politiche, mentre diventa necessario spiegare per quali motivazioni Messina dovrebbe essere sacrificata in funzione di scelte politiche esterne all’amministrazione.
Sulla stessa linea anche Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia, che parla apertamente di scelte egoistiche e di un atteggiamento che trasformerebbe Messina in una sorta di proprietà personale. Gioveni esprime preoccupazione per le conseguenze istituzionali e amministrative di un’eventuale crisi politica, sottolineando come la città abbia bisogno di continuità, chiarezza e rispetto delle istituzioni.
Insomma, la maggior parte degli esponenti dell’opposizione che si sono lasciati andare a dichiarazioni pubbliche sulla questione danno per scontato una competizione elettorale imminente e censurano questa possibilità come un danno alla città e ai messinesi. Questo, nonostante l’amministrazione e Sud Chiama Nord si siano affrettate in una replica decisa a quanto trapelato dalla stampa, nel tentativo di rassicurare i cittadini sul rispetto del mandato.








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