MESSINA, TRUFFA AI DANNI DELL’UNIONE EUROPEA: SEQUESTRATI: 1,4 MILIONI DI EURO
- Grazia Di Mauro
- 2 ore fa
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Una presunta truffa ai danni dell’Unione Europea sarebbe stata portata avanti da 10 allevatori della provincia messinese. Il sistema è stato disvelato grazie alle indagini condotte dai Carabinieri per la Tutela Agroalimentare di della città dello Stretto su richiesta del Tribunale di Enna e della Procura Europea. L’inchiesta denominata “Grazing Code 2”, ha portato i militari al sequestro 782 titoli di pagamento, danaro, disponibilità finanziarie, beni e proprietà tutti appartenenti ai dieci indagati, per un totale di 1milione e 404 mila euro, probabile profitto illecito commesso dagli imprenditori.
Secondo quanto emerso dalle indagini i 10 allevatori finiti sotto inchiesta avrebbero dichiarato fittizie attività di pascolamento per ottenere i pagamenti relativi alla PAC. Secondo quanto dichiarato dagli imprenditori su superfici agricole esterne al proprio compendio aziendale, omettendo di attivare il “codice pascolo”, requisito indispensabile all’espletamento delle attività sui terreni. Tale omissione avrebbe consentito di eludere i controlli veterinari finalizzati a verificare l’effettiva movimentazione del bestiame.
La condotta illecita, infatti, si sarebbe concretizzata attraverso il ricorso ad autodichiarazioni e attestazioni, redatte interamente dagli allevatori e utilizzate per dimostrare il presunto “Pascolamento”, eludendo così l’attivazione dei “codici pascolo”, che come conseguenza avrebbero avuto l’attivazione dei controlli da parte dei veterinari dell’Asl.
Il presunto comportamento illecito si è trasformato in un’espressa violazione della normativa in materia Europea e Nazionale che prevede il pagamento dei contributi, che può essere dimostrato solo attraverso la movimentazione degli animali allevati che riportano con se un codice preciso, stabilito dalle norme in materia.
Le investigazioni, svolte dal Reparto Specializzato dell’Arma, alle dipendenze funzionali del Ministro dell’Agricoltura da sempre impegnato nella tutela dei consumatori e nella salvaguardia delle corrette dinamiche economico-finanziarie del settore agricolo, hanno consentito di scoperchiare una truffa complessa e articolata che aveva come obiettivo l’accaparramento di ingenti contributi pubblici destinati al comparto primario ed erogati dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura.








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