MILAZZO, IL “PARCO TRA I MARI” NELLA BUFERA: MAISANO CHIEDE LA REVOCA DELLA DELIBERA
- Emilio Bertucci
- 17 feb
- Tempo di lettura: 2 min

A pochi giorni dall’approvazione in Consiglio comunale del progetto “Parco tra i Mari”, l’intervento di riqualificazione dell’area dell’ex stazione ferroviaria di Milazzo, il consigliere Damiano Maisano rompe il silenzio e chiede al Segretario generale dell’ente di valutare la revoca in autotutela della delibera.
Il progetto, che vale quasi 40 milioni di euro – per la precisione 39 milioni e 700 mila, di cui oltre 3 milioni e 700 mila destinati alle spese tecniche – nasce anche grazie a fondi ministeriali inizialmente destinati alla “messa in sicurezza” dell’area. Tra questi, 675 mila euro per la progettazione definitiva ed esecutiva di un parco urbano con parcheggio nell’area di piazza Guglielmo Marconi e via Ciantro.
Secondo Maisano, però, qualcosa non torna. Nella lunga missiva inviata agli uffici comunali, il consigliere parla di “gravi errori, incongruenze e criticità” tali da compromettere l’intero impianto progettuale.
Tra le accuse più forti, quella di un presunto “copia e incolla”: in più punti della documentazione comparirebbe il riferimento a “Catania Ognina” invece che a Milazzo, segno di un adattamento frettoloso da un altro progetto dello stesso gruppo di progettazione.
Ma non è solo una questione formale. Il nodo centrale riguarda la sicurezza idraulica. Il progetto prevede un parcheggio interrato che renderebbe impermeabile circa il 70% dell’area. Una scelta che, secondo Maisano, contrasterebbe con le prescrizioni del Genio Civile di Messina e con il principio di invarianza idraulica, cioè il mantenimento – o la riduzione – della superficie impermeabile rispetto alla situazione attuale.
L’area, ricorda il consigliere, è classificata a rischio di allagamento da onde anomale nella Carta delle Aree Allagabili. Il piano di campagna si colloca tra i +4 e i +4,80 metri sul livello del mare, mentre il parcheggio interrato scenderebbe fino a +1,30 metri. In caso di eventi estremi, sostiene Maisano, si configurerebbe una condizione di “vulnerabilità estrema”.
Non solo: nella relazione idraulica, la figura che rappresenta l’area del “Parco tra i Mari” non coinciderebbe con le altre planimetrie di progetto, alterando – secondo la segnalazione – calcoli di superficie, valutazioni di deflusso e l’intera analisi idraulica.
Da qui la richiesta: verificare la regolarità dell’iter approvativo – dall’Ufficio tecnico al RUP, dalla Conferenza dei servizi fino al Consiglio comunale – e accertare eventuali responsabilità amministrative o penali.








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