MILAZZO, PROFESSORE DELL’IMPALLLOMENI CONDANNATO PER MALTRATTAMENTI SU ALUNNI
- Grazia Di Mauro
- 17 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Probabili offese e derisioni costano caro ad un docente di fisica dell’Istituto Impallomeni di Milazzo. Il giudice dell’udienza preliminare di Barcellona Pozzo di Gotto ha condannato a tre anni e sei mesi di reclusione Giuseppe Tindaro Risica. La sentenza, emessa su richiesta del procuratore Giuseppe Verzera e con rito abbreviato, riguarda una serie di comportamenti che sarebbero stati abituali e lesivi nei confronti di alcuni studenti durante l’anno scolastico 2023/2024.
Il Gup, Giuseppe Caristia, ha disposto anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e il divieto di insegnare per tre anni e mezzo. Il professore, difeso dall’avvocato Guglielmo D’Anna, è invece stato assolto dall’accusa relativa a un singolo episodio – un commento infelice rivolto a una studentessa – ritenuto non sufficiente a configurare un comportamento sistematico.
Secondo la ricostruzione contenuta nella sentenza, quattro studenti – tutti minorenni all’epoca dei fatti – sarebbero stati più volte bersaglio di frasi offensive. Una ragazza con problemi di acne sarebbe stata chiamata con soprannomi umilianti; un’altra studentessa avrebbe ricevuto commenti insistenti su tratti del viso e accenni a sfondo sessuale; una terza allieva sarebbe stata derisa per l’aspetto fisico e apostrofata con un nome maschile; infine, un alunno sarebbe stato preso di mira per il peso, con battute ripetute su dieta e attività sportiva.
L’inchiesta è scattata dopo una segnalazione inviata al dirigente scolastico il 3 giugno 2024 da un gruppo di genitori. Le successive testimonianze di docenti e studenti, raccolte anche con modalità protette, hanno delineato un clima pesante in classe, caratterizzato da prese in giro ricorrenti e da nomignoli storpiati durante l’appello.
Nelle motivazioni, il giudice parla di una “mole alluvionale” di frasi umilianti tali da creare, per gli alunni, un ambiente scolastico mortificante. Il Tribunale esclude che potesse trattarsi di ironia o metodi educativi: secondo il Gup, quei comportamenti erano del tutto estranei alle finalità didattiche e incidono sulla dignità di adolescenti “fragili e insicuri”.
La gravità delle condotte, l’abuso del ruolo di docente e il numero dei minori coinvolti hanno portato a negare le attenuanti generiche. Oltre alla pena detentiva e alle interdizioni, il professore dovrà sostenere anche le spese processuali.
In queste ore, il difensore Guglielmo D'Anna ha fatto sapere che impugnerà la sentenza.








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